This content is not available in your region

"I diari del Myanmar" premiato alla Berlinale

euronews_icons_loading
The Myanmar diares
The Myanmar diares   -   Diritti d'autore  The Myanmar Film Collective (ZIN Documentaire)
Di euronews

I diari del Myanmar, è il documentario che ha vinto il primo premio alla Berlinale 2022. Realizzato da un collettivo di anonimi cineasti birmani, il film sfida la dittatura militare del paese asiatico, raccontando, con immagini in gran parte girate clandestinamente, il colpo di stato del febbraio dell'anno scorso. La scelta del Festival del Cinema di Berlino non nasconde l'intenzione di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale sulla situazione di quel paese.

I produttori olandesi del film sono intervenuti per ritirare il riconoscimento e hanno ringraziato la giuria a nome dei cittadini birmani e degli stessi registi che hanno lavorato al documentario. Per loro l'opera potrà servire a non far dimenticare quello che accade in Myanmar, un paese che registra altissimi livelli di violenza politica, puntualmente documentata in una scena in cui si vede la morte di una donna per un colpo di pistola.

Il film intreccia racconto del reale e fiction, e punta a marcare un segno per la comprensione piena degli avvenimenti che scuotono la ex Birmania. Sfidando la giunta militare, uno dei registi è riuscito ad arrivare a Berlino per offrire la sua testimonianza. "Abbiamo semplicemente pensato di dover fare un film, un'opera d'arte su quello che stava accadendo, per evitare che i media potessero dimenticarsi di Myanmar uno o due mesi dopo", ha detto ai giornalisti.

Da più di un anno il collettivo di autori raccoglie immagini e testimonianze sulla situazione politica e sociale, grazie ai contributi di registi anche famosi. "Speriamo che l'opera d'arte faccia si che il sangue versato serva a non dimenticare la Birmania".

Grazie al riconoscimendo della Berlinale il documentario potrà venire distribuito in tutta Europa.I produttori hanno annunciato una campagna di crowdfunding per sostenere i cineasti birmani indipendenti.