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Georgieva: "Giusti i tassi alti, ora i governi limitino le spese"

Georgieva: "Ora la priorità per l'Europa è combattere l'inflazione, ma serve un'economia più dinamica"
Georgieva: "Ora la priorità per l'Europa è combattere l'inflazione, ma serve un'economia più dinamica" Diritti d'autore Jose Luis Magana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jose Luis Magana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Efi KoutsokostaGianluca Martucci
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il direttore generale del Fondo monetario internazionale invita le capitali a fare attenzione alla spesa. Nessun ritorno all'austerity, ma in Europa "servono competitività e crescita"

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Lo sforzo maggiore per chi decide nell'Eurozona deve essere orientato a combattere l'inflazione, una vera e propria "tassa sui poveri". A dirlo il direttore generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva in un'intervista esclusiva a Euronews.

Piena fiducia quindi alla Banca centrale europea che ha deciso per otto volte da luglio 2022 di aver aumentato i tassi di interesse dell'Eurosistema, portando nel corso dell'ultima riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo il tasso sui rifinanziamenti principali al 4%, quello sui depositi al 3,50% e quello sui prestiti marginali al 4,25%. Ma anche i governi devono fare la loro parte.

"La spesa pubblica deve essere indirizzata su un percorso più sostenibile: sappiamo che le imprese e le famiglie sono state supportate nel far fronte a prezzi dell'energia particolarmente elevati, ma ora che questi ultimi si sono abbassati questo sostegno deve essere abbandonato" per combattere un'inflazione che si annuncia "troppo alta ancora per molto tempo", ha aggiunto Georgieva. 

L'ex vicepresidente della Commissione europea inviata i governi a "prendere sul serio l'inflazione aiutando la politica monetaria a produrre i suoi effetti per facilitare un ritorno a tassi di interesse bassi". Se ciò non avviene questo esito sarà improbabile. È come essere alla guida di una macchina e avere "la politica monetaria che spinge il freno" e "la politica fiscale che preme sull'acceleratore"

Un punto che si collega inevitabilmente alla riforma delle regole fiscali a cui le istituzioni dell'Ue stanno lavorando. "Siamo molto soddisfatti della proposta della Commissione europea sulla governance economica per riformare le regole fiscali, ma bisogna muoversi più rapidamente", commenta il direttore generale dell'Fmi. L'auspicio è che già dall'anno prossimo i bilanci dei 27 Stati membri si basino su "su regole più anticicliche in cui l'attenzione sia rivolta alla gestione delle spese".

Austerity is back?

Sarebbe meglio un ritorno all'austerity? Per Georgieva il punto non sono le regole fiscali. "Servono riforme strutturali per aumentare la competitività dell'economia europea e investimenti nella trasformazione tecnologica per stimolare la crescita dell'economia", afferma l'economista. L'austerità va evitata e non si deve guardare solo alla spesa: "dobbiamo ottenere maggiori entrate, ma prima c'è bisogno di più dinamismo".

L'Eurozona deve fare la sua parte soprattutto dal punto di vista bancario e finanziario. "Ci sono dei percorsi che già conosciamo: il completamento dell'unione bancaria e dell'unione dei mercati dei capitali", spiega. "In Europa gli asset finanziari valgono 60 bilioni, negli Stati Uniti 80, ma l'attività finanziaria nel mercato statunitense è più dinamica perché i mercati dei capitali sono più integrati, mentre in Europa i soldi non girano come dovrebbero", ha sentenziato Georgieva.

Si tratta di ripetere la lezione della pandemia e delle misure d'emergenza adottate durante l'impennata dei prezzi dell'energia registrata negli scorsi mesi. I responsabili politici europei, ha detto Georgieva, "hanno dimostrato di essere in grado, nei momenti di crisi, di agire con decisione, rapidità e unità: devono continuare a farlo".

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