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Covid-19: dagli USA alla Liguria, settore florovivaistico in crisi

Covid-19: dagli USA alla Liguria, settore florovivaistico in crisi
Diritti d'autore NICOLAS MAETERLINCK/AFP
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Di Gioia Salvatori
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Una primavera senza fiori, quella del 2020. La crisi del settore morde il Portogallo, i Paesi Bassi, l'Italia. Calo delle vendite fino al 70 %; spuntano tante campagne per l'acquisto online

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Una primavera inedita, quella dell'anno del coronavirus, una primavera senza feste, senza appuntamenti, senza incontri, una primavera senza fiori. 

Il settore florovivaistico è in crisi ad ogni latitudine atterrato dal Covid-19 e dal conseguente confinamento. In Portogallo il settore impiega circa 5000 lavoratori, ed è in crisi nera: Vitor Ara, un produttore portoghese, parla di un "dramma", "La nostra merce non ha alcuno scopo - aggiunge - Migliaia di fiori e piante finiscono nella spazzatura, le vendite hanno subito un calo del 90 %". 

Idem in Italia dove il settore florovivaistico, 100mila addetti, ha ripreso a lavorare a fine marzo, assimilato al settore agricolo, ma l'attività è minima e le vendite avevano subito un calo anche del 50-70%. La Liguria, ovviamente, tra le regioni più colpite, insieme alla Campania.

Coldiretti ha lanciato la campagna #balconifioriti per cercare di incentivare le vendite. Nei Paesi Bassi è stato lanciato**#buyflowersnottoiletpaper.** Anche qui il calo delle vendite raggiunge il 70 %, migliaia di tonnellate di fiori vengono distrutte e tanti mazzi vengono inviati al personale in prima linea nella lotta al coronavirus. 

PER APPROFONDIRE

Lo stop dell'export per i fiori olandesi

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