Il segretario di Stato degli Stati Uniti chiede l’istituzione di una commissione elettorale indipendente ed esige garanzie fondamentali per elezioni "ibere e corrette" in Venezuela
Gli Stati Uniti tornano a premere per una transizione democratica in Venezuela. Durante un'audizione davanti alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, il segretario di Stato Marco Rubio ha chiesto di creare "il prima possibile" le condizioni necessarie per lo svolgimento di nuove elezioni, indicando come priorità l'istituzione di una commissione elettorale indipendente.
Rubio ha ricordato che sono trascorsi soltanto cinque mesi dalla cattura dell'allora presidente Nicolás Maduro, avvenuta lo scorso gennaio, sottolineando che il tempo trascorso è ancora limitato rispetto alla complessità della situazione venezuelana.
"Vorremmo vedere elezioni il prima possibile, ma sono passati cinque mesi, non cinque anni", ha dichiarato il capo della diplomazia statunitense. "Abbiamo chiaramente bisogno di una nuova commissione elettorale".
L'ex senatore della Florida ha inoltre accolto positivamente la recente riapertura dell'ambasciata statunitense in Venezuela, evidenziando i progressi compiuti negli ultimi mesi nel processo di normalizzazione dei rapporti tra Washington e Caracas. Diversi rappresentanti del governo americano si sono recati nella capitale venezuelana nel tentativo di ristabilire canali diplomatici dopo anni di tensioni.
Pur riconoscendo che la situazione è ancora lontana dagli obiettivi prefissati, Rubio ha sostenuto che il Venezuela non rappresenta più la stessa minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. "Non siamo dove dovremmo essere, ma abbiamo fatto molti progressi negli ultimi cinque mesi", ha affermato.
L'obiettivo finale dell'amministrazione Trump resta quello di favorire lo svolgimento di elezioni multipartitiche, libere e trasparenti. Rubio ha insistito sulla necessità di garantire una stampa indipendente e condizioni adeguate affinché i partiti politici possano organizzarsi e competere democraticamente.
Secondo il segretario di Stato, la ricostruzione di istituzioni elettorali credibili richiede tempo e rappresenta una condizione essenziale per qualsiasi percorso di transizione democratica. Washington continua nel frattempo a mantenere contatti con il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez.
Lo scontro politico con Trump
Il dibattito diplomatico si inserisce in un clima di crescente tensione politica. Nelle ultime settimane il presidente Donald Trump ha alimentato nuove polemiche pubblicando un'immagine che raffigurava il Venezuela come il "51° Stato" Usa, un contenuto successivamente condiviso anche dalla Casa Bianca.
La reazione di Caracas non si è fatta attendere. Il governo venezuelano ha respinto con fermezza qualsiasi ipotesi di integrazione con gli Stati Uniti, mentre le forze di opposizione continuano a chiedere elezioni con adeguate garanzie democratiche.
In questo contesto, la leader dell'opposizione María Corina Machado ha annunciato l'intenzione di rientrare nel Paese per candidarsi a future elezioni "libere e giuste". La situazione resta tuttavia caratterizzata da forte incertezza istituzionale, mentre Washington prosegue la sua strategia che combina pressione diplomatica e sostegno al processo elettorale venezuelano.