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Famiglie europee più indebitate: dove si trovano davvero

Persone in arancione festeggiano il Giorno del Re ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, giovedì 27 aprile 2023. Il Paese celebra i 56 anni del re Guglielmo Alessandro della Casa
Persone vestite d'arancione festeggiano il Giorno del Re ad Amsterdam, Paesi Bassi, 27 aprile 2023. I Paesi Bassi celebrano il 56º compleanno del re Guglielmo Alessandro. Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved
Di Piero Cingari
Pubblicato il
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La mappa dell’indebitamento delle famiglie in Europa rivela un sorprendente divario tra Nord e Sud. Ecco gli ultimi dati Eurostat e i 10 Paesi più indebitati.

Secondo lo stereotipo, gli europei del sud vivono al di sopra dei propri mezzi, mentre quelli del nord risparmiano di più.

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Gli ultimi dati raccontano però una storia molto diversa.

Le famiglie più indebitate dell’Unione europea si trovano nel ricco nord, non nelle economie meridionali di solito descritte come l’anello debole del continente.

Nel 2025 il debito delle famiglie dell’UE era pari al 49,4% del PIL, e al 50,7% nell’area euro, secondo i dati Eurostat pubblicati questo mese. Entrambi i valori sono in calo costante dal 2020, quando superavano il 60%.

Che cosa misura il debito delle famiglie in rapporto al PIL?

Per debito delle famiglie si intendono passività come mutui, prestiti al consumo e altre forme di indebitamento privato.

Esprimerlo in percentuale del prodotto interno lordo (PIL) permette agli economisti di confrontare Paesi di dimensioni diverse, mettendo in relazione il credito privato con la produzione complessiva dell’economia.

L’indicatore non dice quanto deve ciascuna famiglia.

Offre invece una fotografia generale di quanto il settore delle famiglie sia indebitato rispetto al reddito nazionale.

Un valore del 50% significa che i debiti delle famiglie equivalgono alla metà di tutto ciò che il Paese produce in un anno.

Perché il debito delle famiglie è importante?

Un elevato indebitamento delle famiglie non è necessariamente un problema in sé.

I Paesi con mercati ipotecari sviluppati, un’alta quota di proprietari di casa che si finanziano con il debito o sistemi finanziari sofisticati mostrano spesso rapporti di debito elevati.

Tuttavia un eccesso di leva finanziaria delle famiglie può amplificare le fasi di recessione.

La Commissione europea indica nel 55% del PIL la soglia oltre la quale il debito delle famiglie inizia a rappresentare un rischio macroeconomico. Storicamente, sono stati i debiti privati, più che quelli pubblici, a far precipitare le economie in crisi del credito.

La grande crisi finanziaria del 2008 è partita dai bilanci delle famiglie, non da quelli degli Stati.

Il paradosso: è il Nord Europa a portare il peso maggiore del debito delle famiglie

Forse il dato più sorprendente riguarda la frattura tra Nord e Sud Europa.

In sette Paesi dell’UE il debito delle famiglie supera il 55% del PIL, e tutti si trovano nel nord o nell’ovest del continente.

Al contrario, l’Europa meridionale, in passato associata alle crisi del debito sovrano, registra livelli relativamente contenuti di indebitamento delle famiglie.

Le famiglie italiane hanno debiti pari solo al 35,9% del PIL, contro il 38,0% della Grecia e il 42,9% della Spagna: tutte e tre sono ben al di sotto della media UE.

Se è vero che i governi dell’Europa del sud sono tra i più indebitati del continente, le famiglie della regione tendono invece a essere molto più prudenti nel ricorso al credito rispetto a quelle del nord.

Ecco i 10 Paesi più indebitati per debito delle famiglie

10. Germany: 49.0%. L’economia più grande d’Europa è vicina alla media UE nonostante la sua ricchezza. Uno dei motivi è il tasso insolitamente basso di proprietà della casa in Germania: appena il 46,7% nel 2022, tra i più bassi d’Europa. Un ampio mercato dell’affitto, canoni relativamente accessibili e l’assenza di detrazioni fiscali sugli interessi dei mutui hanno storicamente ridotto la necessità per le famiglie di accendere mutui di grande entità.

9. Portugal: 53.9%. Alla fine del 2025 il debito delle famiglie ha raggiunto circa 171 miliardi di euro, in aumento dell’8,6% rispetto a un anno prima, spinto soprattutto dai mutui in un contesto di uno dei più rapidi aumenti dei prezzi delle case nell’UE. Questa esposizione è rilevante perché oltre il 90% dei mutui portoghesi ha tassi variabili o misti collegati all’Euribor, rendendo le famiglie particolarmente sensibili alle decisioni sui tassi della BCE.

8. Cyprus: 54.2%. La Banca centrale di Cipro segnala che il rapporto debito delle famiglie/PIL è diminuito di circa il 62% da dicembre 2016. Circa il 34% del debito delle famiglie è ancora costituito da crediti deteriorati ereditati dal passato, detenuti da società di gestione del credito e in via di progressiva soluzione.

7. Belgium: 56.4%. Circa il 43,1% delle famiglie belghe possiede la casa con un mutuo, ben al di sopra della media UE del 24,3%, in gran parte a tasso fisso. La Banca nazionale del Belgio ha registrato una crescita dei mutui nel 2025, con i nuovi prestiti saliti a 40,7 miliardi di euro dai 31,7 miliardi dell’anno precedente.

6. France: 59.5%. I mutui francesi sono in larga maggioranza a tasso fisso; al contrario di quanto accade in Portogallo o in Spagna, i prestiti a tasso variabile sono rari. Il credito è inoltre rigidamente limitato: in genere i mutuatari non possono destinare più di circa un terzo del reddito netto al servizio del debito, sotto un tetto che la Banque de France aggiorna ogni mese.

5. Luxembourg: 60.5%. Il peso è però molto concentrato. I mutui rappresentano il 90% del debito delle famiglie, ma quasi la metà dei nuclei lussemburghesi non ha alcun debito e la ricchezza netta mediana nel 2023 era di 676.000 euro.

4. Finland: 62.9%. Un indebitamento quasi tutto legato alla casa, con una particolarità finlandese. I prestiti per l’abitazione rappresentano circa il 63% del debito delle famiglie e, includendo i prestiti delle società immobiliari, cioè i debiti contratti dall’edificio che passano ai compratori, la quota complessiva arriva a circa il 75%. La Banca di Finlandia ha più volte segnalato il crescente uso di questi prestiti delle società immobiliari e li sta sottoponendo a una regolamentazione più rigida per contenere l’indebitamento delle famiglie.

3. Sweden: 82.3%. La Svezia resta una delle economie europee più dipendenti dai mutui. Sul mercato prevalgono i mutui a tasso variabile, che espongono fortemente le famiglie alle variazioni dei tassi di interesse, una vulnerabilità emersa chiaramente durante il ciclo restrittivo della BCE.

2. Denmark: 84.1%. La Danmarks Nationalbank e la Commissione europea da tempo segnalano l’alto debito lordo come un campanello d’allarme, pur sottolineando che è in gran parte compensato da ingenti risparmi pensionistici e da consistenti patrimoni immobiliari. Il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile, pari a circa il 177% nel 2024, resta tra i più alti dell’UE.

1. Netherlands: 93.5%. Le famiglie più indebitate d’Europa, per scelta di sistema. La De Nederlandsche Bank spiega che il debito ipotecario olandese è così elevato «perché il governo rende conveniente indebitarsi per comprare casa»: detrazioni sugli interessi dei mutui e criteri di credito che consentono di ottenere un prestito pari al 100% del valore dell’immobile, mentre in altri Paesi il limite è al 90% o meno. Anche qui il rischio è mitigato da ingenti patrimoni pensionistici e da alti livelli di ricchezza finanziaria delle famiglie.

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