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Francia primo Paese Ue a vietare i social ai minori di 15 anni

Un ragazzo di 12 anni gioca con il suo telefono fuori dalla scuola, a Barcellona, Spagna, lunedì 17 giugno 2024. (AP Photo/Emilio Morenatti, File)
Un ragazzo di 12 anni usa il suo telefono personale fuori da una scuola, a Barcellona, Spagna, lunedì 17 giugno 2024. (Foto AP/Emilio Morenatti, File) Diritti d'autore  Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved.
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Altri Paesi dell'UE, come Grecia, Slovenia e Svezia, intendono limitare l'accesso ai social network per i minorenni.

Martedì l'Assemblea nazionale francese ha approvato il divieto dei social media per i minori di 15 anni, il primo Paese nell'Unione europea a farlo.

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La misura è destinata a entrare in vigore già da settembre con l'obiettivo di tutelare la salute di bambini e adolescenti. Dopo il voto favorevole del Senato nel pomeriggio, anche l'Assemblea nazionale ha dato il via libera al provvedimento con 279 voti a favore e 81 contrari.

La riforma rappresenta una promessa del presidente Emmanuel Macron ed è una delle misure simbolo della fase finale del suo mandato. La legge impone alle piattaforme digitali di introdurre sistemi di verifica dell'età degli utenti, una misura che resta al centro del dibattito per le modalità di attuazione. Il testo prevede inoltre il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari anche nei licei.

Prima del voto, arrivato in serata dopo un accordo politico già raggiunto, la deputata francese e relatrice del testo, Laure Miller, ha spieato che il governo vorrebb imporre vincoli molto più severi alle piattaforme digitali, ma che il diritto dell’UE limita il loro margine di manovra.

«In realtà, con il diritto dell’Unione europea così com’è oggi, tutto ciò che possiamo fare – c’è soltanto questo piccolo spiraglio aperto la scorsa estate con le linee guida – è fissare un’età minima nella legge nazionale», ha detto Miller.

Il testo di compromesso era stato approvato a porte chiuse da deputati e senatori riuniti in una commissione mista lunedì. Solo la sinistra radicale di La France Insoumise (LFI) ha votato contro, mentre i socialisti si sono astenuti.

«Dobbiamo decidere se imporre un divieto netto e generalizzato di tutti i social media per i minori, oppure se – come propone in realtà la Commissione europea – vietare solo le funzionalità dannose dei social media. Noi siamo più vicini a questa seconda posizione», ha dichiarato il deputato socialista Arthur Delaporte.

Altri Paesi dell’UE, come Grecia, Slovenia e Svezia, stanno pianificando restrizioni all’uso dei social media da parte dei minori. La Spagna valuta un divieto per i minori di 16 anni e l’Austria per i minori di 14.

Parallelamente, all’inizio del mese la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto un «accesso scaglionato e graduale, a seconda delle fasce d’età» alle piattaforme digitali.

I bambini sotto i 13 anni avrebbero un accesso limitato nel tempo ai social media e solo sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti. Dai 13 anni in su, l’accesso sarebbe progressivo, in funzione delle prove fornite dalle piattaforme sul fatto di essere adatte all’età e sicure per gli adolescenti.

Inoltre, la Commissione europea sostiene il divieto di esposizione agli schermi per i bambini molto piccoli.

Von der Leyen ha annunciato che la Commissione europea presenterà una proposta in materia «dopo l’estate».

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