La conferma della presenza dell'Ice a Milano è arrivata da una nota del ministero dell'Interno. "Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane", ha precisato il Viminale dopo un incontro tra Piantedosi e l'ambasciatore Usa
La questione della presenza di agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) statunitense la prossima settimana a Milano, in occasione dell'apertura delle Olimpiadi invernali, continua a tenere banco con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che ha incontrato martedì l'ambasciatore Usa e le opposizioni in Parlamento che chiedono che la milizia che sta terrorizzando Minneapolis rimanga fuori dall'Italia.
Il chiarimento di Piantedosi con l'ambasciatore Tilman Fertitta è arrivato all'indomani della conferma da parte di fonti diplomatiche Usa, rilanciata da media italiani, secondo cui l'Homeland security Investigations (Hsi), che è un'unita di indagini dell'Ice, contribuirà alla valutazione dei rischi di sicurezza in occasione dei Giochi di Milano-Cortina, alla cui cerimonia inaugurale il 6 febbraio dovrebbero partecipare il vicepresidente Usa, J.D. Vance, e il segretario di Stato, Marco Rubio.
Il ministro dell'Interno italiano ha discusso con Feritta del coordinamento dell’His con le sale operative delle autorità italiane per la protezione di atleti e delegazioni statunitensi nelle prossime settimane.
''Per le Olimpiadi di Milano-Cortina le Autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l'Home Security Investigation, organismo investigativo di Ice, dunque non il braccio operativo dell'agenzia, e confermano che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all'interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio'', ha scritto in una nota il Viminale dopo l'incontro.
Gli investigatori dell'Ice "sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell'immigrazione in Paesi stranieri", si legge ancora nel testo diramato dal ministero dell'Interno.
L'Ice ha confermato la presenza di agenti a Milano
A confermare la sua presenza è stata la stessa Ice (che fa capo al Dipartimento della Homeland security) tramite un portavoce che ha dichiarato martedì che "agenti saranno in servizio in Italia insieme a effettivi di altri corpi di sicurezza statunitensi".
"Il servizio di Sicurezza interna dell'Ice sosterrà il Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato americano, così come il Paese ospitante, per valutare e mitigare i rischi legati alle organizzazioni criminali transnazionali", ha detto l'Ice in un comunicato, "ovviamente non conduce operazioni in materia di immigrazione all'estero. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l'autorità dell'Italia".
La questione della presenza dell'Ice a Milano era stata sollevata nei giorni scorsi e aveva visto lunedì prima la conferma dal governatore lombardo, Attilio Fontana, e poi la smentita dell'arrivo dell'Ice da parte della Regione Lombardia.
Nonostante gli inviti alla calma tanto di Piantedosi quanto del ministro degli Esteri Antonio Tajani ("Non stanno arrivando le SS", ha detto martedì durante le celebrazioni della Giornata della Memoria), l'opposizione è tornata a chiedere di tenere l'agenzia statunitense fuori dal nostro Paese, con diversi parlamentari che hanno indossato alla Camera delle spillette con su scritto "ICE Out".
Per questo il ministro dell'Interno, che martedì ha presieduto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per il piano di sicurezza olimpico, riferirà in aula il 4 febbraio.
Lo stesso sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha definito un "problema" la presenza dell'Ice in città dopo le scene terribili e i morti causati a Minneapolis nelle ultime settimane.
"È una milizia che uccide e quindi non sono i benvenuti a Milano. Questi agenti non devono venire in Italia perché non danno garanzia di essere allineati con il nostro modo di gestire la sicurezza", ha detto Sala alla radio Rtl 102.5.
Quali servizi garantiscono la sicurezza dei funzionari e leader Usa
In occasione di edizioni precedenti delle Olimpiadi, diverse agenzie federali hanno fornito supporto alla sicurezza dei diplomatici statunitensi, compresa la sezione investigativa dell'Ice.
Ad assicurare questo servizio figurano in primis il Diplomatic security service, che dipende dal Dipartimento di Stato, e lo United States Secret Service, che è l'agenzia federale (incardinata anch'essa nel dipartimento della Homeland security) deputata alla protezione del Presidente, del vicepresidente e dei loro predecessori, oltre che dei capi di Stato in visita.
Durante le Olimpiadi di Rio del 2016, la Transportation Security Administration inviò agenti in Brasile per assistere nei controlli aeroportuali a causa dell'aumento dei visitatori e della potenziale minaccia di attacchi, ha riportato l'Associated Press.