Nel paese le scuole sono rimaste chiuse. La frana, infatti, continua a muoversi e minaccia di portare con sè tutte le case nel raggio di 50-70 metri, destinate a crollare senza alcuna possibilità di essere messe in sicurezza
Domenica scorsa a Niscemi, comune nella provincia di Caltanisetta, il maltempo che da settimane perdura sulla Sicilia ha causato un'enorme frana nel quartiere Sante Croci, che ha raggiunto i quattro km di lunghezza e i 55 metri di altezza in alcuni punti.
Nel paese sono scattate le evacuazioni e le scuole sono rimaste chiuse. La frana, infatti, continua a muoversi e minaccia di inghiottire tutte le case nel raggio di 50-70 metri, destinate a crollare senza alcuna possibilità di essere messe in sicurezza.
Sul posto sono presenti gli operatori della Protezione civile, che monitorano i movimenti del terreno e assistono gli oltre 1500 sfollati.
Nella stessa area, 29 anni fa ci fu una frana devastante che l'allora sottosegretario alla protezione civile Barberi attribuì "al completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico".
La frana è in movimento e la situazione è critica
"L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela. La frana è ancora attiva", ha detto il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, che ha partecipato alla riunione di emergenza con il presidente della regione Renato Schifani e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
"La frana è pienamente attiva e la situazione è critica. Io stesso ho verificato e accertato con il mio telefono durante un sopralluogo. Bisogna essere onesti, ci sono delle case prospicienti sul coronamento della frana che, ovviamente, non potranno essere più popolate. Quindi è necessario ragionare insieme al sindaco di una delocalizzazione definitiva di queste di queste famiglie", ha aggiungo Ciciliano.
"Bisogna trovare delle soluzioni immediate", ha detto Schifani. "Io sono qui per voi e da oggi sono dedicato alle emergenze, questa e l'altra (il ciclone Harry) per trovare delle soluzioni immediate. C'è un piano che prevede di dare garanzia a tutti coloro i quali non potranno rientrare nella loro abitazione di poter avere una nuova abitazione. Questo è l'impegno della regione. Chi perde la casa non rimarrà senza abitazione e certamente sarà salvaguardato"
Lunedì il consiglio dei ministri ha stanziato i primi fondi per l'emergenza: 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.
Intanto, a Niscemi questa mattina è arrivata anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein: "Siamo qui per dare la nostra vicinanza alla comunità di Niscemi. C'è grande apprensione, ci sono 1500 sfollati, bisogna mettere in sicurezza le persone e il territorio e il più presto possibile dare loro una prospettiva chiara. Naturalmente siamo pronti come Pd a fare la nostra parte per fare avere tutto il supporto necessario alla comunità e alle amministrazioni coinvolte. Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo".