Le tensioni della comunità internazionale con gli Stati Uniti, per via delle politiche aggressive di Trump in patria e all'estero, stanno sfociando in appelli a boicottare la Coppa del Mondo di calcio della prossima estate, che si terrà tra Usa, Canada e Messico
L'ex presidente della Fifa, Sepp Blatter ha appoggiato la proposta di boicottare le partite della Coppa del Mondo negli Stati Uniti a causa della condotta del presidente Donald Trump e della sua amministrazione in patria e all'estero.
Blatter è l'ultima figura del calcio internazionale a mettere in discussione l'idoneità degli Stati Uniti a ospitare della manifestazione, co-organizzata la prossima estate da Canada e Messico.
L'ex capo (e spesso discusso a sua volta) del massimo organo del calcio mondiale, ha invitato al boicottaggio in un post su X che supportava i commenti di Mark Pieth in un'intervista rilasciata la scorsa settimana al quotidiano svizzero Der Bund.
Pieth, avvocato svizzero specializzato in crimini dei colletti bianchi ed esperto di anticorruzione, ha presieduto la supervisione della riforma della Fifa da parte del Comitato Indipendente di Governance un decennio fa.
Nell'intervista rilasciata a Der Bund, Pieth ha dichiarato: "Se consideriamo tutto ciò che abbiamo discusso, c'è solo un consiglio per i tifosi: state lontani dagli Stati Uniti! Tanto lo vedrete meglio in Tv. E al loro arrivo, i tifosi devono aspettarsi che se non soddisfano gli ufficiali di gara, saranno messi direttamente sul prossimo volo di ritorno. Se sono fortunati".
Nel suo post su X, Blatter ha citato Pieth e ha aggiunto: "Penso che abbia ragione a mettere in discussione questa Coppa del Mondo". Il dirigente sportivo svizzero, che ha quasi 90 anni, è stato in carica dal 1998 al 2015, fino alle sue dimissioni in seguito a un'indagine per corruzione.
Gli Stati Uniti ospitano la prossima Coppa del Mondo dall'11 giugno al 19 luglio.
Le preoccupazioni della comunità calcistica internazionale riguardo agli Stati Uniti come padroni di casa derivano dalla posizione espansionistica di Trump sulla Groenlandia, dai divieti di viaggio e dalle aggressioni ai migranti da parte dell'Ice, che a Minneapolis hanno causato la morte di due manifestanti americani.
Oke Göttlich, uno dei vicepresidenti della federazione calcistica tedesca, ha dichiarato venerdì in un'intervista al quotidiano Hamburger Morgenpost che è giunto il momento di prendere seriamente in considerazione il boicottaggio dell'evento.
I piani di viaggio degli stessi tifosi sono stati messi a soqquadro dalle politiche della Casa Bianca che ha annunciato questo mese un divieto di rilascio di visti ai cittadini di 75 Paesi che impedirà probabilmente a tanti, incluso dal Senegal recente vincitore della Coppa d'Africa, di seguire la World Cup.
Anche ai tifosi di Iran e Haiti tra gli altri, due Paesi che si sono qualificati per la Coppa del Mondo, sarà vietato l'ingresso negli Stati Uniti.
Il presidente Trump ha citato "carenze nello screening e nella selezione" come motivo principale delle sospensioni.