I contorni del Consiglio di Pace lanciato in pompa magna dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Forum economico mondiale di Davos restano vaghi. Ma alcune informazioni pubblicate dalla Casa Bianca cominciano a delinearne le caratteristiche
A seguito del lancio del nuovo Consiglio di Pace (Board of Peace), con la firma dello statuto da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dei leader di altri venti Paesi, cominciano a emergere i primi dettagli sulle caratteristiche e sul possibile funzionamento dell'organismo.
Il Consiglio di Pace dovrebbe essere presieduto da Trump
La struttura dovrebbe ricalcare in parte il piano in venti punti per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza predisposto dalla stessa amministrazione di Washington: dovrebbe perciò essere presieduto dallo stesso Trump. Senza che siano neppure previsti limiti al mandato.
L'adesione, inoltre, avviene per invito: a quanto pare una sessantina di Paesi lo hanno ricevuto, ma solo 35 avrebbero indicato alla Casa Bianca la volontà di aderire. Nell'elenco dei venti che lo hanno già fatto, non figura alcuno Stato membro dell'Unione europea, ad eccezione della sola Ungheria di Viktor Orbàn, la cui vicinanza politica con Trump è più che nota.
Scettica l'Ue, ad eccezione di Ungheria e Italia. Meloni evoca solo ostacoli procedurali
Alcune nazioni come Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Svezia e Slovenia hanno espresso palesi riserve o declinato l’invito, sottolineando in molti casi i rischi di conflitti di attribuzioni e di ruoli rispetto alle Nazioni Unite. D'altra parte, lo stesso Trump ha affermato che il Consiglio di Pace potrebbe assumere funzioni complementari se non apertamente alternative rispetto all'Onu.
Ciò nonostante, l'Italia non sembra essersi allineata allo scetticismo della maggior parte dei Paesi europei, preferendo una posizione decisamente più sfumata: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evocato infatti soltanto ostacoli procedurali, parlando di una “momentanea incompatibilità costituzionale”, e ha sottolineato l'interesse per l'iniziativa.
Tra gli invitati, inoltre, c'è la Russia di Vladimir Putin. Fatto che risulta indigesto a numerose diplomazie europee. La decisione di Mosca non è però ancora stata chiarita: inizialmente Trump aveva lasciato intendere che il Cremlino avesse scelto di aderire, ma successivamente il governo russo ha fatto sapere che la proposta è ancora in corso di valutazione.
Trump: "A Gaza non muore più di fame nessuno"
Trump ha ribadito una volta ancora il suo impegno per la pace, affermando di aver "posto fine a otto guerre" e "riportato la pace in Medio Oriente". Per quanto riguarda in particolare la situazione di Gaza, ha affermato che la popolazione "non muore più di fame", grazie all'afflusso di aiuti umanitari.
Una valutazione diametralmente opposta rispetto a quelle delle organizzazioni non governative presenti sul posto. Fra queste, soltanto pochi giorni fa, Emergency parlava di nuovo anno iniziato a Gaza "nelle tende, tra freddo, fango e condizioni al limite della sopravvivenza. Famiglie intere vivono senza acqua pulita, elettricità e cure adeguate". Precisando che, “la sanità rimane in una condizione di emergenza estrema. Un ospedale su due non è funzionante, l’altra metà solo parzialmente”.
Jared Kushner evoca grattacieli e hotel
Proprio su Gaza sembrano concentrarsi le prime attenzioni del Consiglio di Pace. Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, ha presentato una mappa della futura Striscia, che appare come una costa fitta di grattacieli e hotel, aree industriali e data center. Nulla si sa, però, di chi dovrebbe costruirli, né con quali appalti.
In un post pubblicato dalla Casa Bianca sul social network X sono stati poi presentate delle infografiche che contengono alcuni numeri.
Si legge ad esempio che ci si aspetta un Prodotto interno lordo per Gaza di oltre 10 miliardi di dollari entro il 2025. Che si creeranno più di 500mila posti di lavoro nei settori edile, agricolo, manifatturiero, dei servizi e della digital economy. Ancora, si parla di oltre 25 miliardi di dollari di investimenti, di un reddito medio per la popolazione di 13mila dollari entro i prossimi dieci anni.
Le slide su Gaza "firmate" Consiglio di Pace
In una seconda slide diffusa dalla Casa Bianca, si elencano invece i principi della demilitarizzazione prevista nella Striscia. Si parla di "una singola autorità", che dovrebbe essere la sola deputata a legiferare e ad approvare ad esempio l'uso di armi. Si indicano poi la possibilità di introdurre amnistie, un personale di sicurezza addetto al disarmo.
Il testo cita quindi in modo vago l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, e un piano per alloggi temporanei "in attesa che arrivino quelli definitivi". Il tutto con, in bella vista, il logo del "Consiglio di Pace".