Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Il World economic forum: il conflitto geoeconomico è il più grande rischio per la stabilità globale

Un discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla riunione annuale del World Economic Forum a Davos, il 23 gennaio 2025
Un discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla riunione annuale del World Economic Forum a Davos, il 23 gennaio 2025 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Kieran Guilbert
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

Il confronto geoeconomico - a partire dalla guerra commerciale - rappresenta la principale minaccia per la stabilità globale, secondo l'edizione 2026 del Rapporto sui rischi globali del World economic forum

L'escalation nel confronto geoeconomico tra grandi potenze è considerata la principale minaccia per la stabilità mondiale per l'anno in corso. A spiegarlo è il Global Risks Report 2026, del Forum economico mondiale (World economic forum, Wef), che punta in particolare il dito contro l'uso di strumenti come dazi e sanzioni.

Un fattore di rischio che, secondo il documento, è più minaccioso della disinformazione (che risulta seconda), delle divisioni sociali, degli eventi meteorologici estremi e perfino dei conflitti armati tra Stati.

Il rapporto è costruito raccogliendo le opinioni di oltre 1.300 persone, di varia estrazione ed esperte in diversi settori tra i quali l'economia, la società civile, la geopolitica, i governi e le istituzioni universitarie.

Dalle interviste è emerso che la metà dei partecipanti prevede un mondo turbolento nei prossimi due anni: si tratta di una quota in netto aumento rispetto al 36 per cento raggiunto nell'edizione 2025.

La maggior parte degli esperti ascoltati dal Forum economico mondiale è pessimista

Un altro 40 per cento degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi un biennio poco tranquillo, mentre solo il 9 per cento prevede stabilità e l'1 per cento calma a livello internazionale. Le prospettive si fanno ancora più cupe per il prossimo decennio, poiché una netta maggioranza prevede una prolungata instabilità globale.

Il rapporto è stato pubblicato pochi giorni prima dell'incontro annuale del Wef, che si terrà come di consueto a Davos, dove la gestione dei rischi geopolitici ed economici e l'impiego responsabile di tecnologie come l'intelligenza artificiale generativa saranno tra le priorità dei lavori.

Il Forum economico mondiale si riunisce ogni anno a Davos
Il Forum economico mondiale si riunisce ogni anno a Davos Gian Ehrenzeller/AP

"Il rapporto è come un sistema di allerta precoce, poiché l'era della competizione aggrava i rischi globali - dal confronto geoeconomico alla tecnologia incontrollata, all'aumento del debito - e modifica la nostra capacità collettiva di affrontarli", ha dichiarato Saadia Zahidi, direttrice generale del Wef. Secondo la quale, però, "nessuno di questi rischi è scontato".

Rischi geopolitici ed economici in aumento

Il confronto geoeconomico è in cima alla classifica in particolare nei rischi a breve termine indicati dal documento, con il 18 per cento degli intervistati che lo ha indicato come la causa più probabile di una crisi globale nel 2026.

Si è inoltre classificato al primo posto per gravità nei prossimi due anni, salendo di otto posizioni rispetto all'anno scorso. I conflitti armati tra Stati si sono piazzati al secondo posto per il 2026, ma sono scesi al quinto posto nelle prospettive biennali.

Secondo il Wef, tra rivalità crescenti e conflitti prolungati, il confronto geoeconomico minaccia le catene di approvvigionamento, la stabilità economica globale e la capacità di cooperazione necessaria per rispondere agli shock.

È del tutto evidente che a pesare è stata in questo senso soprattutto la guerra commerciale avviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha stravolto la politica di Washington e ha scosso il mondo intero.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump Alex Brandon/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

I prelievi a due cifre sulle importazioni da quasi tutte le nazioni del Pianeta hanno disturbato notevolmente il commercio globale e messo a dura prova consumatori e imprese di tutto il mondo.

Nel frattempo, sul fronte geopolitico, il 68 per cento degli intervistati ha dichiarato al Wef di aspettarsi un "ordine multipolare o frammentato" nel prossimo decennio: in questo caso la quota risulta in leggero aumento rispetto ai risultati del 2025.

Nelle prospettive biennali, sia il rischio di recessione economica che quello di inflazione sono balzati di otto posizioni, rispettivamente all'11esimo e al 21esimo posto, mentre la minaccia dell'esplosione di una bolla speculativa è salita di sette posizioni al 18esimo posto.

Secondo il Wef, le preoccupazioni per il debito pubblico e le potenziali bolle su alcuni asset, unite alle tensioni geoeconomiche, potrebbero innescare una nuova fase di volatilità dei mercati globali.

Dai rischi tecnologici alle preoccupazioni per il clima

Presente tra i rischi anche l'insicurezza informatica, al sesto posto. I timori legati all'intelligenza artificiale hanno registrato l'aumento più consistente nel rapporto del Wef, passando dal 30esimo posto al quinto nella previsione sul decennio, a testimonianza della crescente preoccupazione per l'impatto di tale tecnologia sui mercati del lavoro, sulle società e sulla sicurezza.

La polarizzazione sociale è considerata inoltre la quarta minaccia più grande per quest'anno e la terza nelle prospettive fino al 2028. Le disuguaglianze occupano poi il settimo posto sia nelle prospettive a due che a dieci anni e sono considerate il rischio più interconnesso con altre minacce, per il secondo anno consecutivo.

Poiché le preoccupazioni a breve termine hanno preso il sopravvento sugli obiettivi a lungo termine, i rischi ambientali e climatici sono scesi in classifica nell'outlook biennale.

Pescatori nel lago Aleixo in un periodo di siccità a Manaus, in Brasile, il 24 settembre 2024
Pescatori nel lago Aleixo in un periodo di siccità a Manaus, in Brasile, il 24 settembre 2024 Edmar Barros/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Gli eventi meteorologici estremi sono scesi in particolare dal secondo al quarto posto, l'inquinamento dal sesto al nono, mentre i cambiamenti critici dei sistemi terrestri e la perdita di biodiversità sono scesi rispettivamente di sette e cinque posizioni.

Tuttavia, nell'ottica decennale, le minacce ambientali sono considerate le più gravi, con le prime tre classificate che sono le condizioni meteorologiche estreme, la perdita di biodiversità e i cambiamenti critici dei sistemi terrestri.

Zahidi ha affermato che il Report sui rischi globali, giunto alla sua 21a edizione, dimostra che "la cooperazione è indispensabile per la gestione dei rischi globali. Le sfide evidenziate nell'analisi - che abbraccia gli shock geopolitici, i rapidi cambiamenti tecnologici, l'instabilità climatica, i conflitti sociali e i rischi economici - sottolineano sia la portata dei potenziali pericoli che dobbiamo affrontare, sia la nostra responsabilità condivisa nel plasmare ciò che verrà".

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

A Pechino Macron invita a "superare" i disaccordi con la Cina

La Commissione Ue presenterà un documento per la sicurezza economica per far fronte ai rischi globali

Bolla o boom dell'AI? Quali sono i rischi dopo gli aumenti record dei mercati