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Roma, la “lista stupri” al liceo Giulio Cesare: la violenza latente nelle scuole

Donne in manifestazione
Donne in manifestazione Diritti d'autore  Daniel Maurer/dapd
Diritti d'autore Daniel Maurer/dapd
Di Euronews
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Al liceo Giulio Cesare di Roma è apparsa una “lista stupri”: un episodio simbolico di violenza sessista che riapre il dibattito su educazione al rispetto e prevenzione nelle scuole italiane ed europee

Al liceo classico statale Giulio Cesare di Roma è comparsa nei bagni una scritta con accanto i nomi di una decina di studentesse, definita “lista stupri”. Non vi sono al momento segnalazioni di violenze fisiche effettivamente avvenute: si tratta di un atto di vandalismo che però ha creato un grave clima di intimidazione e disagio tra le ragazze e tra l’intera comunità scolastica.

L’episodio, pur non essendo stato accompagnato da aggressioni concrete, è stato considerato dagli esperti e dalle autorità come una manifestazione di violenza sessista latente, simbolo di stereotipi radicati e di una cultura patriarcale che normalizza la sopraffazione dei corpi femminili.

La dirigente scolastica, Paola Senesi, ha reagito immediatamente con una circolare rivolta a studenti e docenti, ribadendo che il liceo non tollera forme di violenza o discriminazione. Senesi ha sottolineato l’importanza di educare gli studenti ai valori costituzionali, al rispetto reciproco e alla pari dignità tra uomini e donne, evidenziando come questo episodio mostri quanto sia ancora necessario rafforzare percorsi educativi mirati.

Il ruolo del ministero e delle norme scolastiche

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha definito il fatto “grave” e ha annunciato che sarà oggetto di indagine e di eventuali sanzioni. Ha richiamato l’attenzione sulle nuove linee guida sull’educazione civica, che includono corsi obbligatori dedicati al rispetto della donna e alle relazioni sane.

Questi percorsi, introdotti recentemente in tutte le scuole superiori italiane, mirano a prevenire episodi di violenza e discriminazione, formando studenti e studentesse a riconoscere e contrastare stereotipi sessisti e bullismo.

Sebbene le scritte non abbiano avuto conseguenze fisiche dirette, il ministro ha sottolineato come episodi simili rappresentino segnali importanti della presenza di atteggiamenti culturali nocivi, che possono sfociare in comportamenti aggressivi o intimidatori se non affrontati con strumenti educativi adeguati.

La reazione politica e culturale

La vicenda ha suscitato reazioni trasversali nel panorama politico italiano. Esponenti del Partito Democratico, come Irene Manzi e Cecilia D’Elia, hanno definito la scritta un “atto di violenza pura” e hanno chiesto l’introduzione strutturale di percorsi di educazione sessuo-affettiva e al consenso, sottolineando che la prevenzione non può limitarsi a interventi punitivi post-evento.

Maria Elena Boschi, di Italia Viva, ha evidenziato come la comparsa di scritte del genere rifletta una cultura patriarcale ancora diffusa e ha ribadito l’importanza di insegnare il rispetto dei confini e delle relazioni sane già dai banchi di scuola.

Dal canto suo, Giovanna Miele della Lega ha definito la vicenda “raccapricciante” e ha sottolineato l’urgenza di promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità. La deputata Martina Semenzato, di Coraggio Italia e del Gruppo parlamentare Noi Moderati, ha sottolineato la necessità di un approccio integrato, che combini legislazione, educazione e sensibilizzazione culturale, coinvolgendo scuole, famiglie e società civile.

Un fenomeno più ampio in Europa

Il caso del liceo Giulio Cesare non è isolato. In molte scuole europee persistono forme di violenza sessista latente, che si manifestano attraverso commenti offensivi, bullismo digitale, molestie verbali e atti simbolici come le scritte vandaliche. Studi condotti in Francia, Germania e Regno Unito indicano che campagne di educazione sessuale e affettiva strutturate possono ridurre significativamente episodi di intimidazione e aggressione, promuovendo comportamenti rispettosi e consapevoli.

Secondo esperti europei, episodi come quello romano sono sintomatici di un problema culturale più profondo: la difficoltà di alcune comunità scolastiche nel riconoscere e contrastare stereotipi sessisti consolidati, che spesso non vengono percepiti come violenza reale ma come scherzo o bravata.

La risposta del liceo e le prospettive future

Il liceo Giulio Cesare ha già attivato iniziative per sostenere le studentesse coinvolte e sensibilizzare la comunità scolastica, promuovendo laboratori di educazione al rispetto, incontri formativi e percorsi di prevenzione. La vicenda sottolinea l’urgenza di rafforzare percorsi educativi e normativi volti a prevenire ogni forma di violenza di genere, puntando su un cambiamento culturale strutturale e non solo su provvedimenti sanzionatori post-evento.

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