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Stati Uniti e Israele attaccano l'Iran: cosa sappiamo finora

Fump si alza dopo un'esplosione a Teheran, in Iran, sabato 28 febbraio 2026
Fump si alza dopo un'esplosione a Teheran, in Iran, sabato 28 febbraio 2026 Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Marina Stoimenova & Kamuran Samar
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Sabato mattina, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una serie di bombardamenti coordinati contro l'Iran, che ha risposto con attacchi missilistici e di droni sul territorio di Israele e su basi militari statunitensi nel Golfo

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato quelle che il presidente Donald Trump ha definito "importanti operazioni di combattimento" contro l'Iran sabato, segnando una drammatica escalation delle tensioni in Medio Oriente. Gli attacchi hanno colpito siti militari, di intelligence e governativi in tutto il Paese.

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"Abbiamo cercato di trovare un accordo", ha aggiunto il capo di Stato Usa, accusando l'Iran di sviluppare missili in grado di colpire l'Europa. Lo stesso Trump ha invitato la popolazione iraniana a "prendere il controllo del proprio Paese".

Al contempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'operazione mira a creare le condizioni affinché gli iraniani "prendano il loro destino nelle proprie mani".

Cosa è stato colpito finora

I media iraniani hanno riferito di attacchi in tutto il Paese. Le strade che conducono alla sede di Khamenei, nel centro di Teheran, sono state chiuse dalle autorità, mentre altre esplosioni sono risuonate nella capitale. La Guida suprema non è apparsa in pubblico negli ultimi giorni. Durante la guerra di dodici giorni dello scorso mese di giugno, si pensava che fosse stato portato in un luogo sicuro, lontano dalla sua residenza abituale.

A Teheran, alcuni testimoni hanno sentito un'esplosione proprio vicino agli uffici di Khamenei. La televisione di Stato iraniana ha poi riferito dell'esplosione, senza indicarne la causa. Altri boati sono risuonati nella capitale iraniana, proprio mentre Israele confermava l'avvio dei raid. Le autorità non hanno fornito informazioni sulle vittime degli attacchi.

Tra gli obiettivi della campagna israeliana figurano siti militari, governativi e dell'intelligence, secondo quanto riferito da un funzionario informato sull'operazione, che ha parlato a condizione di anonimato.

Chiusi gli spazi aerei e cancellati numerosi voli da e verso il Medio Oriente

Israele ha dichiarato lo stato di emergenza. Le sirene hanno suonato in tutto il Paese. Le autorità hanno annunciato che il cosiddetto "allarme proattivo", con lo scopo di preparare la popolazione a possibili attacchi missilistici.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha diffuso un comunicato dopo gli attacchi contro Israele, nel cui testo si indica che "in risposta all'aggressione del nemico criminale contro la Repubblica Islamica dell'Iran, è iniziata la prima ondata di attacchi missilistici e di droni".

I ribelli Houthi sostenuti dall'Iran nello Yemen hanno al contempo affermato che riprenderanno gli attacchi alle navi. Questo secondo due alti funzionari, che hanno parlato in condizione di mantenere l'anonimato, poiché non c'è stato un annuncio ufficiale da parte della leadership Houthi.

Come ha risposto l'Iran

L'Iran ha risposto nel giro di poche ore. La Guardia rivoluzionaria ha dichiarato di aver lanciato una "prima ondata" di missili e droni contro Israele. Gli allarmi sono scattati in tutte le città dello Stato ebraico mentre le difese aeree lavoravano per intercettare i proiettili in arrivo.

L'Iran ha anche lanciato attacchi contro basi militari statunitensi in Bahrein, Kuwait e Qatar, secondo quanto riferito da funzionari regionali e giornalisti di Euronews a Dubai. L'Iraq e gli Emirati Arabi Uniti hanno temporaneamente chiuso il loro spazio aereo.

Il ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato anche una dichiarazione nella quale precisa che la Repubblica islamica "non esiterà" a difendersi.

Come hanno reagito gli europei

I leader europei hanno reagito alle notizie giunte dall'Iran. L'Ue ha iniziato a evacuare parte del personale dal Medio Oriente e ha convocato consultazioni di emergenza. La Germania ha programmato una riunione di crisi, mentre la Francia e l'Italia hanno esortato i loro cittadini nella regione a esercitare la massima cautela.

Il capo della politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha definito la situazione "pericolosa" e ha dichiarato che Bruxelles si sta coordinando con i funzionari israeliani e arabi per valutare opzioni diplomatiche. Pur ribadendo le preoccupazioni per i programmi missilistici e nucleari dell'Iran, l'Ue ha anche invitato alla moderazione e alla de-escalation. Il presidente francese Macron ha parlato di "escalation pericolosa per tutti".

Diversi governi europei hanno dichiarato di essere stati avvisati poco o niente in anticipo degli attacchi. La Svizzera ha esortato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a proteggere i civili, riflettendo i più ampi sforzi europei per evitare che il conflitto si allarghi.

Le nostre équipe a Teheran, Doha e in Europa stanno seguendo da vicino i fatti. Seguiranno ulteriori aggiornamenti. Qui il nostro live blog.

Risorse addizionali per questo articolo • AP, AFP

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