L'inchiesta, nata da un ammanco da 184mila euro del punto vendita presso la stazione Termini, ha rivelato un presunto sistema di furti di abbigliamento e profumi con la complicità di una cassiera. Nove poliziotti e dodici carabinieri sono indagati per furto aggravato
Nove poliziotti e dodici carabinieri in servizio alla stazione Termini sono indagati per furto aggravato. Secondo gli inquirenti, avrebbero rubato sistematicamente nello store Coin di via Giolitti merce sottratta con la complicità di alcuni dipendenti della catena di abbigliamento. Lo riporta La Repubblica.
In tutto, sono 44 gli indagati a seguito del lavoro investigativo del nucleo operativo dei carabinieri, che hanno calcolato novanta furti in poco più di quattro mesi.
L'inchiesta nasce da 184mila euro di ammanco emersi con l'inventario di febbraio 2024, relativo all'anno precedente, da parte del direttore del punto vendita Coin alla stazione Termini. Ammanco per il quale il direttore ha presentato denuncia.
Tra gli indagati figurano nove poliziotti: una primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, una agente. Sotto indagine anche dodici carabinieri: un brigadiere, diversi vice brigadieri e un paio di appuntati scelti in servizio alla stazione.
Come funzionava il presunto sistema
Al centro del meccanismo ci sarebbe una cassiera del negozio, la quale avrebbe messo da parte capi scelti in anticipo, prima di nasconderli in un armadio vicino alla postazione. La stessa commessa rimuoveva placche antitaccheggio, tagliava etichette e preparava le buste.
Grazie a un software installato in una delle casse del negozio, gli inquirenti sono stati in grado di portare alla luce l'attività illecita della dipendente. Alla cassa risultavano transazioni di poche decine di euro - in parte intascati dalla stessa cassiera - a fronte di "acquisti" di merce dagli importi nettamente superiori.
Secondo l'avvocato Andrea Falcetta, difensore di otto carabinieri indagati, questi "che parte della stampa già si affretta a definire 'ladri', appena 24 ore dopo le notifiche degli avvisi di garanzia per l'inchiesta sui furti a Coin Termini, nell'ultimo anno hanno già operato circa 50 arresti in flagranza di reato oltre a quasi un centinaio di denunce a piede libero".
"Hanno inoltre svolto servizi antitaccheggio in borghese recuperando e restituendo merce rubata per migliaia e migliaia di euro".
"Sono indagati da ieri per episodi - dei quali dimostreremo l'insussistenza - dal valore di poche decine di euro e non come alcuni hanno riferito per un giro da centinaia di migliaia di euro", conclude l'avvocato.