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Gaza, Israele ritira parte dell'esercito: possibile tregua nella Striscia per fine Ramadan

Israele ha ritirato parte dei suoi militari di Gaza domenica lasciando una brigata a operare nella Striscia
Israele ha ritirato parte dei suoi militari di Gaza domenica lasciando una brigata a operare nella Striscia Diritti d'autore Nasser Ishtayeh/AP
Diritti d'autore Nasser Ishtayeh/AP
Di Gabriele Barbati
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L'esercito israeliano ha lasciato una brigata nella Striscia. Non è chiaro il significato della decisione, ma ci si appresta a negoziare di nuovo al Cairo, dove sono arrivati i capi dei servizi segreti israeliani. Tajani e il Papa ricevono i familiari di alcuni ostaggi del 7 ottobre

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L'esercito israeliano ha ritirato altre truppe di terra dal sud di Gaza, lasciandovi una sola brigata sei mesi dopo l'inizio dell'offensiva, ha dichiarato domenica un portavoce delle forze armate (Idf).

L'Idf non ha fornito dettagli sulle ragioni del ritiro nè sul numero dei soldati coinvolti, ma da inizio anno ha ridotto la presenza sul terreno per gestire i propri riservisti.

Migliaia di famiglie palestinesi stanno tornando verso Khan Younis, da cui erano fuggite davanti all'avanzata dei militari israeliani, per controllare quanto rimasto delle proprie case. 

Gaza, possibile tregua tra Israele e Hamas per fine Ramadan

La decisione arriva sullo sfondo di nuovi negoziati per gli ostaggi in Egitto, per cui Israele sembra avere dato maggiori poteri a suoi negoziatori in vista di una possibile tregua umanitaria in occasione della fine del Ramadan, e di proteste di piazza contro il premier Benjamin Netanyahu.

Secondo un comunicato del governo egiziano, il presidente Abdel Fattah el-Sisi e il direttore della Cia, William Burns, si sono incontrati e hanno sottolineato "la necessità di intensificare gli sforzi per fermare l'escalation militare" nell'enclave costiera assediata di Gaza.

Israele è anche sotto pressione da parte degli Stati Uniti e dalla comunità internazionale per dare priorità alla crisi umanitaria e alla carestia che minaccia il nord di Gaza, rispetto alle operazioni militari.

Non è chiaro se il parziale ritiro dell'Idf sia dovuto solo alla gestione dei riservisti o se vi è l'intenzione di ritardare l'incursione più volte annunciata nella città di Rafah, che secondo il premier israeliano Netanyahu è necessaria per eliminare Hamas.

Media israeliani riportano che la brigata Nahal sarà dispiegata lungo un corridoio da nord a sud della Striscia con il compito di condurre altri raid dentro Gaza, di controllare i movimenti dei palestinesi e di proteggere il passaggio di aiuti per una popolazione sempre più allo stremo.

Come spiega l'esercito di Israele l'attacco alle auto di World Central Kitchen

I palestinesi e le ong internazionali accusano però proprio i militari israeliani di avere impedito finora la consegna regolare dei beni di prima necessità ai residenti di Gaza, sia aprendo a singhiozzo i valichi terrestri con la Striscia, sia sparando contro la popolazione in attesa delle distribuzioni o contro gli stessi operatori umanitari.

Dopo il bombardamento di un drone che il primo aprile ha ucciso sette operatori di World Central Kitchen, i cooperanti temono di essere presi di mira da altri attacchi israeliani.

L'esercito israeliano ha ammesso le proprie responsabilità nell'incidente e dato una versione dell'accaduto: alcuni ufficiali, che sono stati rimossi dai loro incarichi, hanno ignorato un messaggio che indicava il via libera per i veicoli del convoglio. In più, una segnalazione parlava di un passeggero che trasportava un'arma (si trattava probabilmente di una borsa) su una delle auto della ong che fa capo allo chef Josè Andrès.

Tajani riceve il ministro degli esteri di Israele Katz

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, è a Roma con una delegazione di famiglie delle persone rapite il 7 ottobre da Hamas. 

Katz è stato ricevuto alla Farnesina dall'omologo e vicepremier italiano, Antonio Tajani, in cui si è discusso tra le altre cose dell'iniziativa Food for Gaza sostenuta dal nostro governo.

"Ho ricevuto una risposta assolutamente positiva da parte del ministro degli esteri di Israele" ha detto Tajani, al quale il collega israeliano ha anche garantito il passaggio degli aiuti e un coordinamento costante tra le autorità dei due Paesi

"Mi auguro che con un confronto tra le parti, il sostegno americano, il sostegno egiziano, il sostegno qatariano e con il nostro appoggio" ha detto Tajani prima dei colloqui "si possa arrivare a un cessate il fuoco che possa aiutare i civili palestinesi ad ottenere il cibo e gli ostaggi israeliani ad essere liberati" ha aggiunto Tajani.

A Roma, Katz è atteso per incontri anche coni ministri della Difesa e degli Interni, Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, e i vertici della Comunità ebraica italiana.

Lunedì mattina, invece i familiari di cinque ostaggio in mano a Hamas saranno ricevuti in Vaticano da Papa Francesco. A seguire la delegazione incontrerà la stampa presso l'ambasciata di Israele a Roma.

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