L'Ucraina diventerà un membro della Nato. Jens Stoltenberg conferma il sostegno a Kiev

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg
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Di Ilaria CicinelliAnsa
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Il Segretario generale ha sottolineato che gli alleati concordano sull'ingresso di Kiev nell'Alleanza atlantica e continueranno a sostenere il Paese. Ma per l'adesione dopo il conflitto l'Ucraina dovrà attuare delle riforme

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L'Ucraina diventerà un membro della Nato se attuerà alcune riforme dopo la guerra. Questa è la promessa fatta dal Segretario generale, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa prima dell'incontro dei ministri degli Esteri dell'alleanza atlantica. 

"Gli alleati concordano sul fatto che l'Ucraina diventerà un membro della Nato", ha sottolineato Stoltenberg, che ha specificato come "durante il nostro incontro, concorderemo le raccomandazioni per le riforme prioritarie dell'Ucraina". Il ministro degli Affari esteri dell'Ucraina, Dmytro Kuleba, parteciperà alla prima riunione dei ministri degli Esteri del Consiglio Nato. 

Gli alleati continueranno a sostenere Kiev nel suo percorso verso l'adesione, riaffermando il sostegno a lungo termine al Paese. Stoltenberg ha affermato come solo questo mese, Germania e Paesi Bassi hanno promesso 10 miliardi di euro all'Ucraina. La Romania ha aperto un centro di addestramento F-16 per i piloti ucraini. 

Stati Uniti e Finlandia stanno aumentando le forniture per la difesa antiaerea. Inoltre, 20 Paesi alleati hanno formato una coalizione di difesa aerea per l'Ucraina.

Il segretario generale della Nato, Jens Soltenberg: l'Ucraina continua a combattere con coraggio. Noi continuiamo a sostenerla

La situazione al fronte

Stoltenberg ha poi ricordato i più recenti progressi di Kiev sul campo di battaglia. Se già l'anno scorso l'Ucraina ha vinto le battaglie per Kiev, Kharkiv e Kherson, quest'anno continua a infliggere pesanti perdite alla Russia. 

"L'Ucraina ha riconquistato il 50% del territorio occupato dalla Russia. Ha prevalso come nazione sovrana e indipendente", ha dichiarato. E ha aggiunto che allo stesso tempo la Russia "è più debole politicamente, economicamente e militarmente".

"Sì, la linea del fronte non si è mossa molto, e naturalmente vorremmo che liberassero il maggior territorio possibile, il più rapidamente possibile", ha commentato il segretario generale sottolineando che nonostante questo "gli ucraini sono stati in grado di infliggere pesanti perdite agli invasori russi".

Da circa sei settimane le perdite russe sono state altissime soprattutto a causa dell'offensiva su Avdiivka, ex polo carbonifero nella regione orientale di Donetsk a circa dieci chilometri dall'omonima città e simbolo della guerra logorante in atto. Nel suo report di lunedì 27 novembre il ministero della Difesa britannico ha sostenuto che in questo mese i russi hanno perso in media 931 soldati al giorno. 

Da un anno la cittadina è teatro di pesanti scontri ma né l'Ucraina né la Russia hanno fatto un passo avanti decisivo. Lo scorso fine settimana Mosca ha compiuto lievi progressi costringendo le forze ucraine a retrocedere.

Il portavoce militare di Mosca Vadim Astafiyev ha affermato che il gruppo tattico russo "Sud" ha sconfitto due brigate ucraine vicino agli insediamenti di Kleshcheyevka e Kurdyumovka uccidendo almeno 110 militari ucraini della 24esima e della 93esima brigata meccanizzata, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

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