Torture in Siria dal 2011: la Corte di Giustizia internazionale processa il regime di Assad

"Dove sono?"
"Dove sono?" Diritti d'autore AP Photo/Peter Dejong
Di Fernande van Tets da L'Aia - Edizione italiana: Cristiano Tassinari
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Al via al Tribunale dell'Aia il processo contro le torture commesse dal regime siriano di Assad, almeno a partire dal 2011. La Corte di Giustizia internazionale deciderà quali sanzioni infliggere a Damasco

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L'AIA (PAESI BASSI) - Alla Corte di Giustizia internazionale dell'Aia, la Siria non si è  presentata al processo - sostenuto da Canada e Paesi Bassi - per aver violato la Convenzione dell'Onu contro la tortura, che la stessa Siria aveva firmato nel 2004. 

È la prima volta che il regime di Bashar al-Assad viene trascinato davanti a un tribunale internazionale.
I vertici di Damasco hanno disertato l'udienza dopo aver bollato il caso come frutto di "disinformazione e bugie" e affermando che le accuse "non hanno la minima credibilità". 

Secondo i giudici, invece, il governo siriano ha torturato decine di migliaia di persone e mantiene un sistema "diffuso e pervasivo" di "trattamenti abominevoli". 

Canada e Paesi Bassi hanno chiesto misure preliminari, come la fine immediata dell'uso della tortura e la rivelazione dei luoghi in cui vengono tenuti i detenuti. 

La Corte internazionale può impiegare anni per pronunciarsi su un caso, ma le cosiddette "misure provvisorie" urgenti possono essere ordinate nel giro di poche settimane e sono giuridicamente vincolanti. 

"Il governo di Assad deve rispondere e fermare la tortura che dilaga in Siria. Abbiamo mostrato uno specchio ai siriani: dovrebbero guardarsi in quello specchio".
Alan Kessel
rappresentante del Canada

"Circostanze a dir poco tragiche"

"Le circostanze che hanno portato il Canada e i Paesi Bassi davanti alla Corte, vale a dire la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, umani e degradanti di decine di migliaia di persone in Siria, sono a dir poco tragiche", ha dichiarato Renè Lefeber, rappresentante per i Paesi Bassi

Renè Lefeber durante il suo intervento. (L'Aia, 10.10.2023)
Renè Lefeber durante il suo intervento. (L'Aia, 10.10.2023)Euronews

"Prove schiaccianti di torture"

"Ciò che conta non è se la Siria si sia presentata o meno, ciò che conta è che le prove siano state presentate davanti a un'udienza pubblica", spiega Ibrahim Olabi, consigliere per Paesi Bassi e Canada.

"Si tratta di una serie di prove di tutti i tipi di tortura: violenze sessuali, stupri e sparizioni forzate, avvenute almeno a partire da 2011. E il mondo intero ora sa che ciò stava accadendo. E sta ancora accadendo".

"Le torture stanno avvenendo ancora". (10.10.2023)
"Le torture stanno avvenendo ancora". (10.10.2023)Euronews

Decine di siriani hanno manifestato fuori dal Tribunale dell''Aia per chiedere giustizia e verità.  
Il padre di Wafa è scomparso 10 anni fa

"Realisticamente parlando, non credo che questo caso aiuterà a liberare o a rilasciare i detenuti. Ma spero che possa almeno aiutare a fermare le torture e i maltrattamenti a cui sono esposti quotidianamente centinaia di migliaia di detenuti", dice Wafa Al-Ali, il cui padre risulta tuttora scomparso. 

Il padre di Wafa, raffigurato nel ritratto, è scomparso 10 anni fa. (L'Aia, 10.10.2010)
Il padre di Wafa, raffigurato nel ritratto, è scomparso 10 anni fa. (L'Aia, 10.10.2010)Euronews

"Assad di nuovo sulla scena mondiale"

La corrispondente di Euronews dai Paesi Bassi, Fernande van Tets, da anni esperta di Medio Oriente e Siria, spiega: 
"Molte persone speravano che questo caso avrebbe riacceso i riflettori sui crimini della Siria, proprio in un momento in cui il presidente Assad viene accolto di nuovo sulla scena mondiale: la Siria è tornata nella Lega Araba ed è stata oersino invitata alla COP 28, che si svolgerà da fine novembre a Dubai. Tuttavia, il tempismo è tutto e oggi c’è stata pochissima attenzione da parte dei media, poiché un’altra crisi – propria alla porta accanto – ha conquistato tutti i titoli dei giornali".

Fernande van Tets da L'Aia. (10.10.2023)
Fernande van Tets da L'Aia. (10.10.2023)Euronews
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