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I rifiuti marini del 'Museo del danno' al Parlamento Europeo

Volontari associazione Domizia installano reperti a Strasburgo
Volontari associazione Domizia installano reperti a Strasburgo
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - CASERTA, 05 OTT - I volontari dell'associazione Domizia, che sulla costa a nord di Napoli, in particolare a Castel Volturno (Caserta), si occupa di tutela e promozione ambientale e della ricca biodiversità dell'area, hanno installato la mostra itinerante del progetto Museo del Danno nella sala Churchill della sede di Strasburgo del Parlamento Europeo durante questa settimana in cui si riunisce l'assemblea plenaria; ad ospitarli la vicepresidente dell'istituzione europea, Pina Picierno. I reperti esposti sono rifiuti marini raccolti durante le volontarie bonifiche delle spiagge libere alle foci del fiume Volturno, del Lago Patria e dei canali dei Regi Lagni e Cuma. "Questa mostra - ha detto la Picierno - ci invita a riflettere sull'importanza della protezione dell'ambiente marino. I rifiuti installati dal Museo del Danno arrivano dalla mia regione, dalla Campania, ma potrebbero trovarsi ovunque, su qualsiasi spiaggia". Il presidente di Domizia, Vincenzo Ammaliato, ha sottolineato il carattere inclusivo dell'associazione, "composta da esperti non solo di natura e ambiente, ma di diverse professionalità, fra cui operatori economici e turistici, perché è costantemente alla ricerca sia della sostenibilità ambientale, sia di quella economica, convinta che siano imprescindibili". Salvatore Trinchillo, socio fondatore di Domizia, nonché gestore di uno dei lidi storici della costa domiziana e vicepresidente nazionale del Sib (sindacato italiano balneare), ha spiegato l'importanza dell'esperienza di Domizia, che gli ha consentito di istituire nel proprio sindacato a livello nazionale la sezione "Sib ambiente". "Per noi operatori turistici e concessionari di spiagge le pratiche di ecosostenibilità sono opportunità anche economiche. Bisogna abbattere le barriere fra le varie parti per dialogare tutti insieme". Per Alessandra Moretti, presidente della commissione ambiente del parlamento europeo, "la politica non basta perché l'inquinamento, soprattutto marino, aumenta". (ANSA).

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