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Libia, ecatombe e Derna. Aperta un'inchiesta sul crollo delle dighe

Inondazioni in Libia
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Di Debora Gandini
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Solo a Derna la città più colpita si contano circa 11.300 morti, come ha affermato l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. Altre 10.000 risultano ancora disperse

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Mentre le squadre di soccorso sono sempre al lavoro, sale il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni della scorsa settima in Libia

Solo a **Derna,**la città più colpita, si contano circa 11.300 morti, come ha affermato l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. Altre 10.000 risultano ancora disperse tra le macerie.

"L'acqua ha raggiunto i due metri di altezza", dice un sopravvissuto. "Molti si sono rifugiati sui tetti degli edifici. Altri sono stati travolti dall’ondata di acqua e fango". 

Cresce anche l'allarme di possibili epidemie. Le autorità locali hanno iniziato un programma di vaccinazioni, prima i soccorritori e il personale sanitario, poi i minori mentre si cerca di distribuire acqua potabile, cibo e medicinali.

Claire Nicolet, portavoce di Medici Senza Frontiere spiega che "l’aspetto che più l’ha colpita è stato vedere come le persone sono scioccate e traumatizzate. Nei centri sanitari in questo momento manca il personale. Moltissimi sono morti oppure non sono in grado di lavorare.”

La smentita della Mezzaluna Rossa

La Mezzaluna Rossa libica ha smentito il bilancio dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari secondo cui 11.300 persone sarebbero morte a causa delle inondazioni a Derna, nell'est del Paese.

"Siamo stupiti di vedere il nostro nome associato a queste cifre. Che aumentano la confusione e l'angoscia delle famiglie dei dispersi", ha dichiarato all'Afp il portavoce della Mezzaluna Rossa libica Taoufik Chokri da Bengasi.

Aperta un'inchiesta sul crollo delle dighe

Il procuratore generale ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sul crollo delle due dighe che ha causato una catastrofica alluvione a Derna.

Secondo la prima ricostruzione dei fatti, le dighe cedute sono state costruite alla metà degli anni '70 da un'azienda della Jugoslavia, in base ai requisiti di sicurezza dell'epoca. Il sindaco di Derna ammette che la manutenzione delle dighe non è stata effettuata correttamente dal 2002.

I bombardamenti della Nato, la successiva guerra civile e i disordini hanno solo peggiorato la situazione. Negli ultimi anni, diversi scienziati hanno espresso forti preoccupazioni in relazione agli invasi, chiedendo un intervento urgente.

Per la manutenzione delle dighe erano stati stanziati dieci anni fa oltre due milioni di dollari. Soldi forse finiti altrove. I lavori di riparazione, iniziati addirittura nel 2010, si erano interrotti pochi mesi dopo.

Per l’Onu se la Libia avesse avuto un adeguato sistema di allerta meteo, la tragedia avrebbe potuto essere evitata, o per lo meno si sarebbe potuto lanciare un ordine di evacuazione efficace.

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