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Argentina, alle elezioni primarie trionfa l'estrema destra

Il candidato di estrema destra in Argentina, Javier Milei
Il candidato di estrema destra in Argentina, Javier Milei Diritti d'autore ALEJANDRO PAGNI/AFP or licensors
Diritti d'autore ALEJANDRO PAGNI/AFP or licensors
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il candidato ultra-liberista e di estrema destra Javier Milei ha ottenuto più del 30% delle preferenze alle elezioni primarie in Argentina

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L'economista ultraliberale di estrema destra Javier Milei, l'ex ministro della Sicurezza Patricia Bullrich, e l'attuale ministro dell'Economia Sergio Massa, saranno i tre principali contendenti alle elezioni presidenziali che si terranno nel prossimo mese di ottobre in Argentina.

Il ministro dell'Economia Massa al secondo posto

Con oltre il 92% dei seggi scrutinati, è questo il verdetto delle primarie che si sono tenute domenica 13 agosto nella nazione sudamericana. Proprio Milei, leader della coalizione La Libertad Avanza (Lla), rappresenta la vera sorpresa della tornata, essendo risultato in assoluto il candidato più votato, con oltre il 30% delle preferenze. 

Massa si è piazzato al secondo posto assoluto, con la coalizione peronista Union por la Patria(Up), ottenendo il 21% dei voti, mentre Patricia Bullrich, dello schieramento di centrodestra Juntos por el Cambio (JxC), è risultata terza con il 16,7% delle preferenze, superando il contendente interno, Horacio Rodriguez Larreta, fermo all'11%.

Affluenza alle urne mai così bassa alle primarie

"Diremo addio a questa casta politica ladra e inutile", ha tuonato Milei, ringraziando "tutti coloro che dal 2021 scommettono sulla creazione di un progetto liberale a vocazione nazionale e che vuole governare. Siamo in grado di vincere al primo turno".

L'affluenza alle urne è stata tuttavia particolarmente bassa. Soltanto il 69% dei 35 milioni di cittadini che avevano diritto ad esprimere le loro preferenze si è recato ai seggi. Si tratta della percentuale più bassa registrata alle elezioni primarie e, in termini assoluti, rispetto alle precedenti del 2019 il calo è stato di 1,4 milioni. Chi vorrà tentare di insidiare la vittoria di Milei dovrà quindi cercare di parlare anche ai circa 10 milioni di elettori che hanno preferito astenersi.

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