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Crosetto rientrato da Dubai: "Nessuno avvisato dell’attacco", opposizioni chiedono dimissioni

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Crosetto Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il rientro del ministro della Difesa Guido Crosetto a Roma con un volo militare che ha detto di aver pagato personalmente, continua a far discutere. Il ministro ha respinto le polemiche sostenendo che l’Italia è stata avvisata dell’attacco, "insieme agli altri Paesi, ad operazione già in corso"

La vicenda del ministro della Difesa bloccato a Dubai nella giornata di sabato a causa dei razzi lanciati dall’Iran, rientrato solo domenica a Roma con un volo militare, continua ad alimentare il dibattito politico.

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“Rientrerò come ovvio da solo”, aveva scritto in un post su X il ministro, spiegando di aver deciso di lasciare la famiglia a Dubai dove Crosetto era volato venerdì scorso per raggiungere moglie e figli con i quali sarebbe dovuto rientrare in Italia nella giornata di sabato.

“Lo farò, ha detto, dopo essermi sincerato, che per loro come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti".

Il ministro ha poi fatto sapere di aver pagato un importo triplo, di sua scelta, rispetto a quanto normalmente pagherebbe un ospite di un volo di Stato per evitare, ha spiegato, le polemiche.Nonostante però le rassicurazioni, le critiche da parte delle opposizioni non sono mancate.

Non solo il Pd, attraverso le parole della leader Elly Schlein, attacca il “rapporto privilegiato” tra Meloni e Trump, che secondo la segretaria non ha “Impedito che il ministro restasse bloccato a Dubai”, ma anche il Movimento 5 Stelle è partito all’attacco chiedendo le dimissioni del titolare del ministero della Difesa.

il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli in una nota, ha parlato di “Un fatto oggettivo che colpisce e che impone una riflessione seria. In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni, il titolare del dicastero della Difesa, ha detto, non è fisicamente nel Paese e non può rientrare tempestivamente sul territorio nazionale".

“È legittimo chiedersi, continua, quale sia stato il livello di informazione preventiva del governo rispetto agli sviluppi militari in corso, quale coordinamento vi sia con gli alleati e come si stia garantendo la piena operatività della catena di comando in una fase tanto critica.

Da tempo riteniamo questo Governo politicamente inadeguato ha detto. Ma mai come in questo caso la posta in gioco riguarda direttamente la sicurezza nazionale.

Per queste ragioni, riteniamo che il ministro della Difesa, ha continuato, dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni. Non per una polemica politica, ma per rispetto delle istituzioni e per il bene del Paese”.

E sempre dalle fila del Movimento si è levata la voce dei deputati in commissione Difesa che in una nota esprimono preoccupazione, definendo “vassallo” l’atteggiamento della Presidente del consiglio e dei suoi ministri nei confronti di Trump e Netanyahu.

“Per questo motivo, si legge nel commento, “Abbiamo presentato un'interrogazione: gli italiani hanno il diritto di sapere come è stato possibile che accadesse tutto questo".

Per Fratelli d’Italia, a parlare è il deputato Mauro Malaguti, secondo cui, i parlamentari pentastellati “cercano di approfittare” della situazione, parlando di polemiche costruite «in perfetto stile 5 Stelle».

Crosetto, “Avvisati insieme agli altri”

In un’intervista rilasciata a La Repubblica il ministro ha commentato la vicenda spiegando che gli Stati Uniti hanno avvisato l’Italia insieme agli altri Paesi, “Ad attacco in corso, ha detto, Il contatto con gli Usa è costante anche in queste ore”.

Nella stessa intervista il ministro ha precisato che la polemica non sussiste perché un attacco a Dubai non era prevedibile: “Sono venuto perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che a differenza di altre volte ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia”.

Il fatto di trovarsi bloccato, ha poi continuato Crosetto, “Non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata”.

Il ministro della Difesa ha anche spiegato che la decisione di recarsi senza scorta, è stata presa perché, ”Andava per questioni familiari”.

Il ruolo di Palazzo Chigi e intelligence

Secondo quanto riferito da diversi quotidiani uno degli aspetti più insoliti della vicenda riguarderebbe il fatto che l'Aise (l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna) non sarebbe stata informata dello spostamento del ministro all’estero.

Data l’importanza del ruolo ricoperto da Crosetto, alcuni osservatori hanno fatto notare che la scelta di intraprendere un viaggio verso Dubai in quelle ore appare insolita.

L’intelligence così come Palazzo Chigi**,** dove nelle prime ore dopo l’attacco all’Iran si sono susseguiti incontri d’emergenza, hanno comunque fatto sapere di non essere stati informati del viaggio del ministro.

Proprio su questo aspetto e sul perché Crosetto fosse andato a Dubai senza scorta, le opposizioni hanno detto di voler far luce chiedendo maggiori delucidazioni a riguardo.

L’audizione di Tajani e Crosetto

Intanto nel pomeriggio di lunedì, il ministro degli Esteri e della Difesa riferiranno degli sviluppi nel Golfo, alle commissioni Esteri e Difesa del Senato.

Il presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, aveva invitato nelle scorse ore il vicepresidente del Consiglio e il ministro della Difesa a riferire con urgenza in Parlamento.

E sugli impegni istituzionali del ministro Crosetto durante la sosta a Dubai, in un post sul social X del ministero della Difesa saudita, si riferisce di “Un incontro tra Sua Eccellenza Mohamed bin Mubarak bin Fadhel Al Mazrouei, ministro degli Affari della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, e Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano".

“Le due parti, continua la nota, hanno discusso dei recenti attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti, oltre a esaminare le modalità per rafforzare la cooperazione militare bilaterale e sviluppare ulteriormente la partnership in materia di difesa tra i due paesi".

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