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Iran, attacco con droni alla raffineria saudita di Ras Tanura

Si alza del fumo dopo un attacco di un drone iraniano nell'area portuale di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, domenica 1 marzo 2026.
Si alza del fumo dopo un attacco di un drone iraniano nell'area portuale di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, domenica 1 marzo 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gregoire Lory
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Droni iraniani colpiscono la raffineria saudita di Ras Tanura, incendi e stop precauzionale alle operazioni. Allerta in Kuwait, incidenti aerei Usa e attacchi in Emirati, Qatar e Bahrein: cresce la crisi nel Golfo

La raffineria di Ras Tanura, uno degli impianti petroliferi più importanti dell’Arabia Saudita, è stata attaccata lunedì mattina da droni attribuiti all’Iran, provocando un incendio all’interno del complesso industriale. Lo hanno riferito le autorità saudite, precisando che i velivoli senza pilota in arrivo sono stati intercettati dalle difese aeree.

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Secondo un portavoce militare, l’intervento ha evitato danni maggiori, ma detriti dei droni abbattuti avrebbero innescato un rogo visibile in numerosi video diffusi sui social, dove si osserva una densa colonna di fumo nero levarsi sopra il sito. In via precauzionale, alcune unità operative della raffineria sono state temporaneamente fermate, senza impatto -secondo fonti ufficiali - sulla fornitura di prodotti petroliferi ai mercati locali.

Situata vicino a Dammam, Ras Tanura ha una capacità produttiva di oltre mezzo milione di barili di greggio al giorno ed è considerata un’infrastruttura strategica per l’economia saudita e per la stabilità dei mercati energetici globali.

Allerta in Kuwait e incidente aereo Usa

La tensione si è estesa rapidamente al Kuwait. Nella capitale Kuwait City, fuoco e fumo sono stati segnalati nei pressi dell’ambasciata statunitense, dove è stato lanciato l’allarme per un possibile attacco iraniano. La sede diplomatica non ha confermato di essere stata colpita, ma ha invitato il personale e i cittadini americani a ripararsi sul posto, citando una “continua minaccia di attacchi missilistici e UAV”.

Il ministero degli Interni kuwaitiano ha dichiarato di aver intercettato all’alba un numero imprecisato di droni diretti verso il Paese.

Nella stessa mattinata, un caccia F-15E Strike Eagle dell’aeronautica statunitense si è schiantato nel nord-ovest del Kuwait. Le cause dell’incidente restano poco chiare e non sono escluse ipotesi di “fuoco amico”, anche se al momento mancano conferme ufficiali. Secondo il ministero della Difesa kuwaitiano, diversi aerei da guerra statunitensi sarebbero precipitati, ma tutti i membri degli equipaggi sarebbero sopravvissuti e verserebbero in condizioni stabili dopo essere stati soccorsi e trasportati in ospedale.

Finora il United States Central Command non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.

Esplosioni nel Golfo e base francese colpita

Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai e in Bahrein, mentre il ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che “l’Iran deve pagare un prezzo per questo palese attacco”, promettendo possibili ritorsioni.

L’Iran avrebbe inoltre colpito obiettivi negli Emirati Arabi Uniti. La ministra della Difesa francese Catherine Vautrin ha confermato che una base militare francese ad Abu Dhabi è stata bersagliata da un attacco con droni che ha preso di mira l’area portuale. I danni sarebbero limitati e solo materiali, senza feriti tra il personale.

Gli attacchi si inseriscono in un quadro di forte escalation regionale. Teheran avrebbe lanciato contrattacchi dopo operazioni militari condotte da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran nel fine settimana, in cui sarebbero rimasti uccisi alti funzionari del regime di Teheran.

Il rapido susseguirsi di raid, intercettazioni e incidenti militari in più Paesi del Golfo alimenta il timore di un conflitto su larga scala, con potenziali ripercussioni non solo sulla sicurezza regionale ma anche sui mercati energetici internazionali.

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