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Chernobyl, a 37 anni dalla catastrofe il nucleare fa ancora discutere

La routa panoramica abbandonata a Pryp"jat', città nei pressi della centrale di Chernobyl, evacuata e abbandonata per sempre nel 1986
La routa panoramica abbandonata a Pryp"jat', città nei pressi della centrale di Chernobyl, evacuata e abbandonata per sempre nel 1986 Diritti d'autore DIMITAR DILKOFF/AFP or licensors
Diritti d'autore DIMITAR DILKOFF/AFP or licensors
Di Euronews
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Nel 1986 avvenne il peggior disastro nucleare della storia, a Chernobyl. Oggi i reattori in Ucraina, in pieno teatro di guerra, preoccupano gli esperti internazionali. Mentre le fonti rinnovabili crescono ovunque

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Il 26 aprile del 1986, il reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, oggi in Ucraina e all'epoca in Unione Sovietica, esplose causando quello che viene considerato il peggiore disastro nucleare della storia. Nel corso di un test di controllo, un errore umano provocò la fusione del nocciolo, causando una nube radioattiva che, per via delle condizioni meteorologiche, si diffuse in buona parte d'Europa nei giorni successivi. 

Oggi a preoccupare in Ucraina è la centrale di Zaporizhzhia

I ricordi, in Ucraina, sono ancora vivi a 37 anni di distanza da quel tragico giorno. Ancora oggi la nazione europea sfrutta però l'energia prodotta dall'atomo, e ospita sul proprio territorio la più grande centrale nucleare del continente, quella di Zaporizhzhia. Il che, nel contesto della guerra con la Russia, sta da tempo facendo preoccupare il mondo intero: nonostante gli avvertimenti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), ogni giorno vengono segnalati attacchi nella regione.

ANDREY BORODULIN/AFP or licensors
La centrale nucleare di Zaporizhzhia, in UcrainaANDREY BORODULIN/AFP or licensors

Per questo, secondo l'ex vice-direttore generale dell'agenzia Olli Heinonen, oggi potremmo considerarci perfino più esposti ai rischi rispetto al 1986. "La situazione è in un certo senso peggiore, perché prima di tutto si tratta di un attacco militare ed è molto difficile proteggere una centrale nucleare se ordigni o missili colpiscono il punto sbagliato. E poi, oltre a questo, va detto che la centrale si sta deteriorando con il tempo. Mancano i pezzi di ricambio. Credo che stiamo andando nella direzione sbagliata".

In Europa il nucleare civile divide

In generale, l'energia nucleare è al centro di continue discussioni in Europa. La Francia, che aveva dapprima promesso una progressiva uscita dalla produzione dall'atomo quando il presidente era François Hollande, è tornata sui propri passi con Emmanuel Macron. Ancora oggi il nucleare vale circa i due terzi della produzione nazionale transalpina, anche se i dati risultano in calo negli ultimi anni a causa di numerosi (e ancora irrisolti) problemi di sicurezza riscontrati in numerose centrali. Il cantiere dell'unico nuovo reattore in costruzione, a Flamanville, sulla Manica, ha subito inoltre giganteschi ritardi, e un'impennata dei costi straordinaria rispetto al progetto iniziale. 

Da parte sua, inoltre, la Germania ha rispettato la promessa di abbandonare il nucleare chiudendo di recente gli ultimi tre reattori ancora in funzione (che valevano ormai solo il 6% del mix energetico nazionale). Ciò nonostante, c'è chi ritiene la scelta sbagliata, come Jonathan Cobb, della World Nuclear Association (associazione internazionale che si occupa di promuovere l'energia nucleare): "Si tratta di una scelta deplorevole da parte di Berlino, tenuto conto del fatto che la Germania è ancora così dipendente dalle fonti fossili. In Europa molti Paesi stanno valutando la possibilità di costruire nuovi reattori nucleari e di estendere l'operatività di quelli esistenti".

La Germania punta sulle rinnovabili, la Francia difende i reattori (che arrancano)

Il governo guidato da Olaf Scholz, tuttavia, non si è solo impegnato ad uscire dal nucleare ma ha anche confermato che abbandonerà il carbone nel prossimo decennio (la fonte fossile più dannosa per il clima), puntando ad arrivare ad utilizzare unicamente fonti rinnovabili pulite, che non presentano rischi di incidenti nucleari, non producono scorie e i cui costi sono crollati negli ultimi anni.

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