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Ambiente: G7 di Sapporo poco ambizioso sui combustibili fossili

Il G7 di Sapporo in Giappone
Il G7 di Sapporo in Giappone Diritti d'autore Hiro Komae/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Hiro Komae/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Euronews
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Giappone, il G7 frena sui combustibili fossili: prevista l'eliminazione graduale di fonti di energia inquinanti come il carbone ma senza prevedere ulteriori scadenze

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Ci pensano il Paese ospitante, il Giappone, e gli Stati Uniti a ridimensionare gli obiettivi della transizione energetica.
Il G7 di Sapporo non è dunque riuscito a concordare nuove scadenze per porre fine a fonti di energia inquinanti come il carbone.

Qualche indicazione in più è arrivata in relazione all'inquinamento da plastica, come sottolinea il ministro dell'Ambiente giapponese, Akihiro Nishimura: "Abbiamo concordato di intraprendere azioni per porre fine all'inquinamento da plastica entro il 2040. È stato anche chiesto a tutte le parti di impegnarsi a ridurre a zero le emissioni entro il 2050 e il picco globale delle emissioni entro il 2025".

L'eliminazione graduale dei combustibili fossili

Il ministro francese per la transizione energetica, Agnes Pannier-Runacher, ha dichiarato che la formulazione "eliminazione graduale dei combustibili fossili" rappresenta comunque un "forte passo avanti" in vista dei vertici del G20 e della COP28.

La Gran Bretagna e la Francia avevano proposto un nuovo traguardo: porre fine all'energia a carbone "non abbattuta" - che non adotta misure per compensare le emissioni - entro questo decennio. Ma con le forniture energetiche globali ancora sotto pressione a causa della guerra in Ucraina, l'obiettivo è stato respinto da altri membri, tra cui il presidente del blocco, il Giappone, e gli Stati Uniti.

"Avrei ovviamente voluto impegnarmi a eliminare gradualmente il carbone entro il 2030" - ha dichiarato Pannier-Runacher - "ma è una questione su cui possiamo ancora fare progressi nelle prossime discussioni, in particolare alla COP28", la conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Dubai a novembre.

I Paesi industrializzati del Gruppo dei Sette, che comprende anche Germania, Italia, Canada e Ue, hanno tutti l'obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050 o prima, dopo aver firmato l'Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento a meno di 2 gradi Celsius, e idealmente a 1,5 gradi.

Il ruolo dei biocarburanti

Spinte maggiori sono arrivate in merito all'importanza dei biocarburanti nella decarbonizzazione del settore auto, in vista della scadenza del 2035 sul superamento dei motori a diesel e benzina nelle vetture nuove.
I biocarburanti, dei quali l'Italia è produttrice, vengono associati ai carburanti sintetici nello statement finale che evidenzia "le opportunità che questi offrono per contribuire ad una forte decarbonizzazione del settore auto". Si tratta di un riconoscimento di rilievo per il confronto sul tema tra Italia e Ue.

A questo proposito, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto osserva che già da domani occorre "far ripartire il dialogo con i Paesi europei per arrivare con dati scientifici certi alle soluzioni migliori". 

Pichetto ha formalmente assunto la presidenza del G7 che sarà a guida italiana dal 2024.

Ministri degli Esteri al lavoro sulla Cina

Riuniti nella località di villeggiatura di Karuizawa i ministri degli Esteri riceveranno il testimone dei lavori e discuteranno di come sostenere la capacità di deterrenza dell'Ucraina nel lungo periodo per rafforzare il suo potere negoziale in vista di possibili trattative di pace. Ma la recente visita congiunta del presidente francese Emmanuel Macron e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre al viaggio appena concluso della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock porteranno altri elementi per la discussione sulle relazioni con Pechino.

La presenza del Giappone alla guida dei lavori e le ultime esercitazioni militari di Pechino con testate nucleari sbilanceranno la discussione verso i rischi di un'escalation nel Mar meridionale cinese. Il ruolo ambiguo di Pechino sulla guerra in Ucraina e la posizione più aggressiva verso Taiwan sono costantemente monitorati. E Il governo giapponese è fermo sull'idea "che la sicurezza dell'Europa e quella dell'Indo-Pacifico non possono essere discusse separatamente".

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