Il Cremlino inaugura una nuova dottrina in politica estera: gli Usa la minaccia più grande

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov   -  Diritti d'autore  Yury Kochetkov/AP
Di Michela Morsa

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un documento che riconosce gli Stati Uniti come gli iniziatori del sentimento anti-russo. Cina e India dichiarati partner ufficiali

Stretta sulla politica estera da parte della Russia. Come riportato dai media russi, venerdì il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che pone le basi delle nuove linee strategiche della politica estera russa

Al centro della nuova dottrina la necessità di rafforzare la sovranità del Paese e la realizzazione di un ordine mondiale più giusto e multipolare

Di conseguenza, gli Stati Uniti sono classificati come la più grande minaccia per la Russia, "la principale fonte di rischi per la sua sicurezza e la pace internazionale". 

"Gli Stati Uniti d'America sono direttamente indicati come il principale iniziatore e conduttore del sentimento anti-russo", ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. "In generale, la politica dell'Occidente è volta a indebolire la Russia in ogni modo possibile ed è caratterizzata da una guerra ibrida di nuovo tipo", ha aggiunto. Ora, ha concluso, "la natura esistenziale delle minacce alla sicurezza e allo sviluppo del nostro Paese, guidate dalle azioni di Stati non amici, è riconosciuta".

La priorità di Mosca, si legge nel documento, è rimuovere quanto resta del "dominio statunitense nel mondo". Allo stesso tempo, approfondire i legami e il coordinamento con la Cina e l'India

I due Paesi asiatici, infatti, sono ora ufficialmente designati come i principali partner della Russia nella formulazione di una svolta politica verso Est. Una decisione che segue a stretto giro la visita del leader cinese Xi Jinping a Mosca, dove insieme a Putin ha sottolineato l'importanza di una cooperazione bilaterale. 

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