Netanyahu ha deciso: rinviata la riforma della giustizia

Netanyahu ha deciso: rinviata la riforma della giustizia
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Di Euronews
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Gli 80 mila manifestanti scesi in strada a Gerusalemme obbligano il primo ministro israeliano a un brusco cambio di marcia. Ma il ritiro della riforma non è definitivo

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Il primo ministro israeliano, Benjamín Netanyahu, ha annunciato di aver sospeso temporaneamente l'attuazione della riforma giudiziaria proposta dal governo nel tentativo di raggiungere un accordo con l'opposizione e spegnere la contestazione sociale che ha provocato le più grandi proteste della storia del Paese.

"Per responsabilità nazionale, ho deciso di sospendere la seconda e la terza lettura della legge (sull'elezione dei giudici) in questa sessione del Knesset (il parlamento israeliano) per avere il tempo di arrivare a un accordo ampio, durante la prossima sessione parlamentare", ha dichiarato in un messaggio televisivo il primo ministro. 

"Ho fatto appello al dialogo e ricordo che non ci troviamo di fronte a nemici ma a fratelli, non ci deve essere guerra civile", ha detto nel suo messaggio pubblico. Poi ha attaccato l'opposizione, parlando di "una minoranza di estremisti pronta a lacerare il Paese, che usa violenza, appicca il fuoco, fomenta la guerra civile e fa appello alla disobbedienza".

"Israele - ha sottolineato Netanyahu - non può esistere senza esercito, la disobbedienza è la fine del nostro Stato: esigo dai capi dell'esercito di opporsi a questa e non mostrare comprensione, va fermata", ha detto riferendosi ai militari che hanno contestato la riforma.

Ma il progetto non è completamente abbandonato e lo stesso primo ministro spera di portarlo a compimento nei prossimi mesi, facendo capire che l'approvazione della riforma è solo una questione di tempo.

Presentata dal ministro della Giustizia Yariv Levin, la riforma comporterebbe un ridimensionamento sostanziale dei poteri della Corte suprema rafforzando al contempo quelli dell’esecutivo. Prevede che a dichiarare decaduto il primo ministro, a seguito di una condanna, possa essere solo il governo, mentre il Parlamento dovrà limitarsi a ratificare la decisione. Questo avvantaggerebbe Netanyahu, al momento indagato per abuso d’ufficio e corruzione.

Dopo l'intervento di Netanyahu, Arnon Bar David, il capo del più grande sindacato israeliano, l’Histadrut, ha annunciato la revoca dello sciopero generale che minacciava di bloccare l'economia israeliana. Dipendenti pubblici (comprese gli uffici delle ambasciate e dei consolati sparsi nel mondo), diversi centri commerciali e asili avevano deciso di aderire allo sciopero. L'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv aveva annunciato la sospensione di tutte le partenze.

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