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Proteste a Zurigo davanti alla sede di Google contro il licenziamento di oltre 200 dipendenti

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Di Michela Morsa
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I licenziamenti fanno parte dei 12mila posti di lavoro che l'azienda ha deciso di tagliare in tutto il mondo in un'ondata di riduzione dei costi che sta colpendo tutto il settore tecnologico

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Indignazione sindacale alle porte degli uffici di Google a Zurigo. Mercoledì centinaia di lavoratori dell'azienda si sono riuniti (per la seconda volta in un mese) per protestare contro il licenziamento di oltre 200 dipendenti

La riduzione del personale della sede elvetica fa parte del piano di licenziamenti annunciato a gennaio dal colosso della rete, che porterà al taglio di12mila posti di lavoro in tutto il mondo entro la fine del 2023, il 6% della sua forza lavoro globale. 

La protesta

Secondo il sindacato Syndicom, sono quasi 500 le persone che alle 11 di mercoledì mattina hanno abbandonato la scrivania e sono scese in strada per mostrare la loro opposizione alla ristrutturazione in atto. 

"Durante il processo di consultazione, la rappresentanza del personale di Google Zurigo ha ideato numerose proposte che avrebbero potuto evitare i licenziamenti: l'impresa non ne ha tenuto conto", ha sottolineato in un comunicato il sindacato. 

Ad esempio, come raccontato da un rappresentante dell'ente all'agenzia Reuters, oltre 2mila dei 5mila dipendenti della sede si erano detti disposti a ridursi salari e ore di lavoro per salvare il posto ai colleghi, ma l'azienda non avrebbe preso in considerazione la proposta. 

I lavoratori si dicono irritati dal fatto che Google "stia licenziando il 6% del personale nonostante realizzi 150 milioni di dollari di profitto netto al giorno" e critiche vengono mosse anche ai metodi di attuazione della ristrutturazione, definiti poco trasparenti. 

Syndicom sottolinea infatti come l'azienda non sia riuscita a dimostrare in modo credibile la necessità economica delle misure annunciate. 

Il colosso ha comunque precisato che la procedura di consultazione è conclusa e che i dipendenti interessati hanno già ricevuto la notifica di licenziamento

La crisi del settore tecnologico

La misura decisa da Google si iscrive in un trend di crisi che ha colpito tutto il settore tecnologico in seguito alla pandemia, a cui le big tech stanno rispondendo con un taglio dei costi che ricade soprattutto sulla forza lavoro.

Ultima in ordine di tempo ad annunciare ulteriori licenziamenti è stata martedì Meta (il gruppo a cui fanno capo Facebook, Instagram e Whatsapp), che solo quattro mesi fa aveva deciso di salutare 11mila dipendenti. L'azienda ha comunicato che eliminerà altri 10mila posti di lavoro entro la fine del 2023, per un totale di 21mila esuberi.

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