Crac Banca Marche: sei condanne e sei assoluzioni ad Ancona

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Di ANSA
10 anni e mezzo per ex dg Bianconi
10 anni e mezzo per ex dg Bianconi

(ANSA) – ANCONA, 23 GEN – Sei condanne ed altrettante
assoluzioni per il crac di Banca Marche e della controllata
Medioleasing al Tribunale di Ancona. Le condanne vanno da un
minimo di 4 anni e 6 mesi per Daniele Cuicchi, capo servizio
commerciale di Medioleasing ad un massimo di 10 anni e 6 mesi
per l’ex direttore generale Massimo Bianconi. Il collegio
penale, presieduto da Francesca Grassi, ha condannato inoltre
Stefano Vallesi, ex vice direttore generale Area Mercato di
Banca Marche a 9 anni, Massimo Battistelli, ex capo area crediti
di Banca Marche a 4 anni e 10 mesi, Giuseppe Paci, ex capo
concessione crediti di Banca Marche a 5 anni e 8 mesi, Giuseppe
Barchiesi, ex dg di Medioleasing a 7 anni e 6 mesi. Per loro il
pool pool di pm formato da Andrea Laurino, Serena Bizzarri e
Marco Pucilli, aveva chiesto pene più alte per tutti per un
totale di oltre 129 anni: per Bianconi, ad esempio, 13 anni e 6
mesi. Assolti Giuseppe Michele Ambrosini, presidente di Banca
Marche, Giuliano Bianchi, Bruno Brusciotti, ex componenti nel
Cda di Banca Marche, Paolo Arcangeletti, dirigente dell’istituto
di credito, Tonino Perini, vice presidente di Banca Marche,
Claudio Dell’Aquila, vice direttore generale di Banca Marche.
Tra i reati contestati a vario titolo dall’accusa e sempre
respinti dai 12 imputati (erano 13, ma uno è morto nel
frattempo), bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in
prospetto e ostacolo alla vigilanza (questi ultimi due
prescritti). Sono stati riconosciuti i capi d’accusa relativi
alla bancarotta fraudolenta per distrazione di Banca Marche e
per Medioleasing. I giudici hanno disposto inoltre che i danni
siano liquidati in sede civile, con una provvisionale del 5% dei
titoli finanziari posseduti dalle parti civili (oltre 3.000) che
si sono costituite, o in difetto, dell’importo del danno
rappresentato, nei limiti dell’importo della provvisionale
richiesta in misura non superiore a 15mila euro. L’istituto di
credito era stato dichiarato fallito nel 2016, ma prima era
finito nel pasticcio delle 4 banche locali (tra cui Etruria) che
erano state sciolte, gettando nel panico migliaia di
risparmiatori e investitori. (ANSA).

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