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Straburgo, il Parlamento europeo chiede sanzioni contro l'Iran

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Parlamento europeo Diritti d'autore Diritti d'autore The Associated Press. All rights reserved
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Di Debora Gandini
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Il Parlamento europeo chiede di sanzionare i responsabili iraniani della morte di Mahsa Amini. Intanto non si fermano le proteste in Iran. In piazza studenti e donne senza velo

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Il Parlamento europeo ha condannato la morte di Mahsa Amini in Iran, chiedendo a Bruxelles di imporre sanzioni contri i funzionari iraniani coinvolti anche nella repressione delle successive proteste di piazza.

In un testo votato per alzata di mano, gli eurodeputati riuniti a Strasburgo hanno chiesto di aggiungere alla lista nera dell'Unione anche quelle persone vicine agli agenti e considerati dunque complici o responsabili di quanto accaduto a Mahsa Jina Amini.

Il Parlamento ha espresso quindi forte sostegno al movimento di protesta pacifica in Iran, in particolare alle giovani donne che guidano le proteste. Ha quindi condannato fermamente l'uso intenzionale e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti.

Indagine delle Nazioni Unite sugli eventi in Iran

Come si legge in una nota di Strasburgo, il Parlamento ha chiesto alle Nazioni Unite, e in particolare al Consiglio per i diritti umani, di avviare un'indagine globale riguardo agli eventi verificatisi nelle ultime settimane.

Mentre la diplomazia preme sul governo di Teheran, non cessano le manifesta-zioni degli studenti in tutto il paese sfidando la polizia. Secondo Amnesty International dall’inizio delle rivolte sono state uccise almeno 82 persone mentre sono oltre 1500 le persone arrestate.

Il 30 settembre, almeno 66 beluci (minorenni compresi) sono stati uccisi dal-le forze di sicurezza nella provincia dello Zahedan e in quelle del Sistan e Be-lucistan. Altre 16 persone sono state uccise nei giorni successivi.

Molte le donne in piazza, senza il velo islamico, intonando cori molto espliciti come «morte al dittatore» e «i mullah devono andare via», un chiaro riferimento agli sciiti che governano il paese e ad Ali Khamenei, la Guida suprema. 

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