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Brasile, lo scontro feroce fra estrema destra e la favorita sinistra alle presidenziali

Comizio in Brasile
Comizio in Brasile Diritti d'autore Matias Delacroix/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Matias Delacroix/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Di Paolo Alberto Valentieuronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Lula (sinistra) favorito contro Bolsonaro (estrema destra) in affanno. Mai una competizione elettorale tanto polarizzata che pesa sui destini dell'insieme dell'America Latina

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156 milioni di brasiliani hanno votato per rinnovare il mandato presidenziale, una competizione drammatica col Paese fortemente polarizzato fra l'ex presidente di sinistra, Luis Inacio Lula da Silva, che già era stato presidente fra il 2003 al 2011 (due mandati) e l'uscente estremista di destra Jair Bolsonaro, responsabile, fra l'altro, della pessima gestione della pandemia da Covid-19.

Il vantaggio di Lula

Proprio Lula, candidato del Partito dei lavoratori (Pt), ex presidente del Brasile e reduce da 19 mesi di carcere su accuse di corruzione e riciclaggio (da cui è stato perfettamente prosciolto), nella successione dei sondaggi delle ultime settimane avrebbe ammassato un netto vantaggio sull'avversario con il 48-50% delle intenzioni di voto, contro il 34% del decisionista ed ex ufficiale Bolsonaro, l'uomo forte di Brasilia. L'ultimo sondaggio di sabato  (istituto Datafolhaha) ha confermato un ottimo vantaggio per Lula da Silva: il 50% degli intervistati avrebbero votato per lui contro il 36% favorevoli a Bolsonaro. L'istituto elettorale in questione ha intervistato 12.800 persone, con un margine di errore di due punti percentuali. I lulisti potrebbero sbaragliare quindi al primo turno il Donald Trump dei tropici.  Ma Bolsonaro accetterà il risultato delle urne o farà come Donald  Trump che ha negato la vittoria dei democratici? In molte occasioni Bolsonaro ha gridato allo scandalo, alzando il polverone della possibile truffa o di brogli. Il Brasile, il maggiore e più industrializzato Paese dell'America Latina, cioè la quarta democrazia più grande al mondo, è stato governato negli ultimi anni dall'estrema destra di  Bolsonaro in una successione di scandali e problemi sociali che hanno afflitto l'insieme della multietnica popolazione brasiliana. Un fallimento culimato con una disastrosa gestione della pandemia inizialmente del tutto negletta, forse nella vana speranza che il clima tropicale fosse poco favorevole al virus.

Una elezione sotto controllo

Questa elezione è soggetta a un controllo molto rigoroso come ha spiegato a chiare note il Ministro della giustizia Anderson Gustavo Torres che ha parlato di pianificazione, di garanzie elettorali e di assoluta affidabilità della procedura elettronica. Gli assistenti della Corte elettorale di Brasilia applicano ben otto sigilli di sicurezza alle urne elettroniche (modello UE2020), che in Brasile vengono usate dal 1996, ma che - ultimamente - sono diventate oggetto di polemica.  Il risultato potrebbe essere noto già poche ore la chiusura delle urne alle 17:00.

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