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Armenia-Azerbaijan, violato il cessato il fuoco. Nuovi scontri e salgono le vittime tra i soldati

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Di Debora Gandini
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Armenia-Azerbaijan
Armenia-Azerbaijan   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore AP/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Da una parte il cessate il fuoco raggiunto con la mediazione della Russia, dall’altra la tensione sempre alta tra Armenia e Azerbaijan dove i nuovi scontri scoppiati in territorio armeno. Intanto cresce il numero delle vittime, sono quasi cento i militari rimasti uccisi su entrambi i fronti. C’è chi è in attesa di essere medicato davanti a qualche ospedale. 

Baku e Yerevan si accusano a vicenda mentre Mosca che ha fatto da mediatrice nel conflitto mai sopito sulla regione del Nagorno-Karabakh, ha invitato i due Paesi ad evitare un “ulteriore peggioramento della situazione”.

Nonostante gli appelli della comunità internazionale si sono registrati nuovi colpi di artiglieria, John Kirby, portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha fatto sapere che non ci può essere una soluzione militare a questo conflitto. Ecco perché la Casa Bianca invita alla moderazione e alla cessazione di ulteriori ostilità. “Incoraggiamo entrambi i governi a ristabilire linee dirette di comunicazione attraverso i canali diplomatici e militari, ha detto Kirby, e a impegnarsi nuovamente in un processo diplomatico per risolvere la crisi".

Dal novembre del 2020 era in atto una fragile tregua tra i due paesi, dopo che una guerra di 44 giorni di guerra avevano provocato 6.600 morti e l’Azerbaijan aveva di fatto scacciato gli armeni dai territori che controllavano da più di trent’anni. Tra le due ex repubbliche sovietiche tuttavia la pace sembra ancora lontana.

Escalation di un conflitto mai sopito

Martedì, riferendo in Parlamento, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha affermato che le forze azere hanno bombardato le unità armene, sottolineando che il Paese ora chiederà ufficialmente assistenza alla Russia in base a un trattato tra i due Stati.

I due governi ora si accusano a vicenda di aver dato il via ai nuovi scontri armati. Il ministero degli Esteri dell'Azerbaijan ha puntato il dito contro l'Armenia accusandola di voler interrompere il processo di pace, mentre dal canto suo Yerevan ha denunciato l'"aggressione" del vicino, impegnato in "tentativo di avanzare" su territorio armeno.

I due paesi hanno combattuto due guerre - negli Anni '90 e nel 2020 - per il controllo del Nagorno-Karabakh, l'enclave armena dell'Azerbaijan. Il conflitto che ne è seguito ha causato circa 30 mila vittime. Le sei settimane di combattimenti nell'autunno 2020, invece, hanno fatto oltre 6.500 morti e si sono concluse con un cessate il fuoco mediato dalla Russia.

Intanto mentre la Francia riferirà sulle violenze al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, Yerevan ha fatto anche appello, ufficialmente, all'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva e al Consiglio di Sicurezza Onu, per l'aggravarsi della situazione.