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Il genocidio degli armeni. Commemorazioni vietate in Turchia

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Di euronews
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Commemorazioni in Armenia
Commemorazioni in Armenia   -   Diritti d'autore  KAREN MINASYAN/AFP

Come ogni anno il 24 aprile si è celebrato in Armenia il Giorno del Ricordo per commemorare le vittime del genocidio armeno da parte degli ottomani fra il 1915 e il 1923. Una ferita antica e mai sanata. In un clima di forte instabilità, in Turchia sono state vietate tutte le commemorazioni ufficiali a causa dei divieti emessi dalle autorità, proprio mentre Ankara e Yerevan stanno cercando di ristabilire le relazioni diplomatiche tra i due paesi.

Garo Paylan, deputato del Partito Democratico ha fatto notare che “non sono loro ad essere cambiati ma è la Turchia ad essere cambiata. E la nuova linea vuole che si taccia. Noi però non staremo zitti ma continueremo a ricordare i nostri antenati."

"È importante confrontarsi con il passato perché senza una commemorazione del genocidio armeno non ci sarà mai fine a questi dolori, ha sottolineato Meral Yildiz, del comitato “24 aprile”. Quello che è stato fatto prima agli armeni, poi ai curdi ora si sta tentando di fare ai migranti siriani".

Gli armeni sostengono che fino a 1,5 milioni di persone furono uccise durante la prima guerra mondiale mentre l'Impero ottomano stava crollando, una richiesta sostenuta da molti altri paesi. Per le autorità armene "il riconoscimento del genocidio da parte della Turchia e l'eliminazione delle sue conseguenze è una questione di sicurezza per tutto il Paese.

Solo nel 2015, proprio in prossimità della giornata (24 aprile) che quest’anno coincide anche con la Pasqua Ortodossa, il Parlamento Europeo riconosceva ufficialmente il genocidio con apposita risoluzione. Poco prima anche Papa Francesco lo aveva ricordato come il genocidio del primo popolo Cristiano della storia.