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La regina è morta, commozione a Londra

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Di Giulia Avataneo
Folla davanti a Buckingham Palace
Folla davanti a Buckingham Palace   -   Diritti d'autore  Frank Augstein/AP

Mentre i figli arrivano al Castello di Balmoral - per stare al capezzale della Regina - la nazione aspetta, preparandosi al peggio.

La folla inizia a radunarsi fuori da Buckingham Palace a Londra, un attimo prima un arcobaleno lasciava presagire una buona notizia. C'è commozione e incredulità quando compare l'avviso ai cancelli, nel rispetto della tradizione. L'annuncio è la morte della regina Elisabetta. Le bandiere si abbassano in segno di lutto.

"Ci aspettavamo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato - dice John, che ha raggiunto la residenza reale per esprimere la sua devozione -. E ora sono qui con i miei figli. Non avevo mai visto la Regina, ma a giugno ho sentito di dover venire qui e sono tornato anche oggi".

Poco distante, Debbie è visibilmente commossa: "È stata presente per tutta la nostra vita - non posso credere a quello che è successo, non credo che ce lo aspettassimo affatto, specialmente dopo il suo incontro con Liz Truss: ci sentiamo molto turbati".

"Penso che sia un vero momento di transizione - aggiunge un giovane - Non solo avremo un nuovo premier, ma anche un nuovo monarca. È un vero momento di cambiamento per la nazione".

Pilastro del Paese

La Regina Elisabetta Seconda - un'icona del XX e XXI secolo - è stata la regnante più longeva della Gran Bretagna.

È rimasta la costante del cuore e della testa dell'establishment britannico e dello stile di vita della Gran Bretagna. In un Paese che a volte può apparire aspramente diviso, ha conservato una forza unificatrice, come fonte di conforto nei momenti di difficoltà e regina in grado di trarre la concordia dalla discordia.

Chris Imafidon è un docente ed esperto reale. 

"Il mondo sarà diverso, il Commonwealth sarà diverso, il mondo anglofono cambierà profondamente - spiega - Viene a mancare una guida. Tutti i capi di Stato e di governo hanno voluto incontrarla e per una ragione specifica: è stata un pilastro durante il passaggio di ben 15 primi ministri britannici".

È davvero la fine di un'epoca, di un lungo regno segnato da un forte senso del dovere. E una determinazione - forse senza pari - a dedicare la vita alla corona.