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"La pressione era soprattutto psicologica". Le storie dei combattenti Azov

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Di Euronews
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Arresto di un combattente Azov da parte dell'esercito russo
Arresto di un combattente Azov da parte dell'esercito russo   -   Diritti d'autore  AP/Russian Defense Ministry

 "Se qualcuno dei ragazzi alzava la testa, iniziavano immediatamente a picchiarlo". Le storie dei combattenti Azovstal catturati dai russi, a circa tre mesi dalla loro resa, continuano a influenzare la narrativa del conflitto. Simbolo, controverso, della resistenza all'invasione russa. Eroi del Paese, nemici giurati di Mosca. 

"La pressione era soprattutto psicologica"

"Siamo stati cacciati fuori e spogliati per la cosiddetta "perquisizione", dove siamo stati gettati a terra nudi, messi in piedi al caldo e costretti ad accovacciarci", racconta Denis "Mango" Shipurok, combattente di Azov. 

"Ho sentito quei colpi durante gli interrogatori. Mi picchiavano e volevano che firmassi ogni tipo di dichiarazione contro il mio comando".

Seduto accanto a lui, più giovane, occhi neri, per la stanchezza e per i lividi, c'è Vladislav "Wikipedia" Zhavoronok:"La pressione era soprattutto psicologica", racconta, prendendosi le sue pause e calibrando parola per parola. 

"Poiché la Russia non forniva alcun accesso ai contatti con i parenti, nessun contatto con il mondo circostante, la pressione psicologica si basava sul fatto che 'nessuno ha bisogno di te'". 

Il processo farsa

Alcuni di loro sono stati liberati. Altri rischiano un processo farsa presso un tribunale russo che per il presidente ucraino Zelensky metterebbe il punto a qualsiasi dialogo di pace. 

Il 24 agosto, giorno dell'indipendenza ucraina dall'Unione sovietica, nonché sei mesi dall'inizio del conflitto, alcuni media russi hanno lasciato trapelare la possibilità di questa provocazione che per l'ex attore rappresenterebbe un'umiliazione inaccettabile. 

"Se questo spregevole tribunale avrà luogo, se il nostro popolo verrà portato in questi ambienti in violazione di tutti gli accordi, di tutte le regole internazionali, sarà superato il limite", ha affermato.

"Questa sarà la linea oltre la quale non sarà possibile alcun negoziato. La Russia si taglierà fuori dai negoziati. Non ci saranno più conversazioni".