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Sanchez: " Gli incendi nel Paese sono un duro colpo psicologico". Ancora roghi a Vila Real

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Di Debora Gandini
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Roghi in Portogallo
Roghi in Portogallo   -   Diritti d'autore  AFP

Sono ingenti i danni provocati nelle ultime settimane dagli incendi che hanno colpito varie province della Spagna. I roghi che hanno interessato diverse zone a nord di Valencia hanno bruciato circa 19.000 ettari di boschi e macchia. Per giorni interi, senza interruzione, i vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere le fiamme.

Quanto accaduto è un "colpo psicologico" sia per gli abitanti direttamente interessati dal problema sia per il resto del Paese, ha dichiarato il premier Pedro Sanchez, in visita in una delle province colpite. "Nel 2012, finora il peggior anno in termini di ettari bruciati, ne sono stati carbonizzati 116.000, l'anno scorso 50.000 e quest'anno 223.000", ha aggiunto Sánchez, che ha ricordato che si sta affrontando "un'emergenza climatica". "Ora dobbiamo affrontare la fase di recupero e ricostruzione delle zone colpite.

Brucia il Portogallo

Ancora fiamme nel nord del Portogallo dove a Vila Real per un incendio scoppiato domenica. I forti venti non aiutano a fermare il rogo attivo ora su ben tre fronti dopo aver toccato anche due autostrade della zona, la  N2 e la A24. 

Ora il Paese è in stato di allerta per "l'aggravamento del rischio di incendio rurale" e l'aumento delle temperature previsto per i prossimi giorni. 

Tregua nella Gironda

Fra gli incendi europei più apocalittici quello della Gironda in Francia dove complice la siccità la scorsa settimana sono bruciati oltre 7.000 ettari di pini. Centinaia di vigili del fuoco da tutta Europa sono accorsi in aiuto dei colleghi francesi, con mezzi anche aerei, e molti sono ancora lì a sorvegliare gli esiti della pioggia che provvidenzialmente è caduta. Bisogna però evitare che la brace rimasta qua e là nel sottobosco possa riprendere la sua azione distruttiva con la collaborazione di un clima ancora troppo caldo.

Quest’anno le fiamme, alcune di origine dolosa, altre dovute alla siccità e al caldo torrido, hanno colpito e distrutto migliaia di ettari di terreni e coltivazioni anche in Italia, Grecia e Croazia.