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Lavrov in Africa per un viaggio della discolpa

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Di Gianluca Martucci
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Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov   -   Diritti d'autore  AP/ Russian Foreign Ministry Press Service

Mosca si tira ancora una volta fuori dalle critiche di chi la accusa di essere responsabile per le interruzioni delle forniture di grano dall'Ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha messo in allerta gli ambasciatori della Lega araba riunitisi al Cairo sull'operazione di distorsione della verità voluta dall'occidente. Il Cremlino respinge tutte le accuse mosse a suo carico per la sua "operazione militare speciale" in corso in Ucraina.

"Se vogliamo essere più obiettivi andiamo a leggere le statistiche del Programma alimentare mondiale o della Fao, che fanno risalire le difficoltà del mercato alimentare all'inizio della pandemia di coronavirus, quando a risentire sono state alcune catene di produzione", ha dichiarato Lavrov davanti ai diplomatici della Lega araba.

In Africa per mostrare una "Russia amica"

Durante la sua visita il ministro ha rassicurato il suo omologo egiziano Sameh Hassan Shoukry. Fino all'anno scorso l'Egitto importava l'80% del grano necessario al fabbisogno del Paese dalla Russia e dall'Ucraina, ma l'invasione di Mosca e l'attacco ai porti ucraini da parte della flotta russa ha interrotto le esportazioni di decine di milioni di tonnellate di grano.

Intanto le ostilità nei porti ucraini non si placano neanche dopo la firma dell'accordo mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia che ha annunciato la ripresa formale delle esportazioni di cereali. Nuovi missili hanno colpito il porto di Odessa nelle ultime ore. La Russia si è giustificata affermando di aver colpito una nave militare ucraina e un deposito di missili antinave Harpoon forniti dagli Stati Uniti, un'iniziativa che secondo il Cremlino rientra nei termini dell'accordo.

Con il suo viaggio in Africa che toccherà anche in Uganda, Etiopia e Repubblica democratica del Congo, Lavrov punta a rafforzare il sostegno dei Paesi africani che non hanno condannato l'aggressione della Russia all'Ucraina.