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Raid aerei contro missili, non c'è pace in Medio Oriente

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Di Eloisa Covelli  Agenzie:  Ansa
Le esplosioni causate dai raid aerei israeliani
Le esplosioni causate dai raid aerei israeliani   -   Diritti d'autore  Mohammed Ali/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Raid aerei sulla Striscia di Gaza in risposta ai missili arrivati in Israele. Medio Oriente senza pace a poche ore dalla partenza di Biden.

Per l'esercito israeliano i raid erano rivolti contro un sito militare di Hamas, un complesso sotterraneo contenente materie prime utilizzate nella produzione di razzi**.** Le onde d'urto hanno strappato i telai delle finestre e rotto i vetri in diverse case e in una stazione di servizio.

I due attacchi missilistici, a distanza di diverse ore l'uno dall'altro, hanno fatto scattare le sirene dei raid aerei in alcune parti del sud di Israele, ma non hanno causato feriti o danni. Secondo l'esercito israeliano uno dei razzi è stato intercettato, mentre gli altri sono atterrati in aree aperte.

Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha promesso di "continuare la lotta" e resistere al sostegno degli Stati Uniti a Israele. Hamas ha definito gli Stati Uniti "un partner nell'aggressione al nostro popolo". Ha anche criticato il presidente palestinese Abbas per l'incontro con il presidente statunitense e per aver ribadito il suo sostegno a un processo di pace con Israele.

Nonostante le tensioni degli ultimi mesi, il viaggio di tre giorni di Biden in Israele e nei territori palestinesi è andato avanti senza intoppi. Biden ha incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas ed ha espresso sostegno all'indipendenza palestinese, prendendo le distanze dalla politica del suo predecessore.

Il popolo palestinese ha diritto ad uno Stato proprio che sia indipendente, sovrano, vitale e dotato di continuità territoriale
Joe Biden
presidente Usa

Ha anche annunciato una serie di iniziative e 316 milioni di aiuti per migliorare i rapporti deteriorati dall'amministrazione Trump. Una tranche di 201 milioni di dollari è per la Unrwa, l'agenzia dell'Onu che fornisce i servizi ai rifugiati palestinesi in Cisgiordania, Gaza e Giordania: un'assistenza che Trump aveva tagliato nel 2018 come strumento di pressione per costringere i palestinesi ad un accordo di pace con Israele. Altri 100 milioni di dollari andranno all'East Jerusalem Hospitals Network, che garantisce cure mediche per 50 mila pazienti. Gli Usa daranno anche 15 milioni di dollari in aiuti umanitari. Grazie alla mediazione americana, infine, gli israeliani si sono impegnati ad aiutare i palestinesi a passare alla rete 4G entro la fine del 2023 per accelerare la digitalizzazione dell'economia.