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Genova saluta Pericu, sindaco che la guidò al G8 e alla Cultura

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Di ANSA
Politici e imprenditori vicini alla famiglia. 'Era equilibrato'
Politici e imprenditori vicini alla famiglia. 'Era equilibrato'

(ANSA) – GENOVA, 15 GIU – Il feretro avvolto nella
bandiera di Genova, lo stendardo dell’Associazione Sarda Tellus
e, dentro la chiesa di Boccadasse, i gonfaloni di Genova e della
Liguria, con il picchetto d’onore degli agenti di polizia
locale. Genova ha salutato così Beppe Pericu, sindaco per 10
anni, dal 1997 al 2007, che ha guidato la città in molte
trasformazioni, affrontando momenti prestigiosi e al tempo
stesso drammatici come il G8, guidandola come capitale Europea
della Cultura nel 2004, governando il superamento del ciclo a
caldo delle acciaierie e il nuovo assetto del lavoro in porto. “C‘è un senso di orfanità, questo vale per tanti – dice il
figlio Andrea -. Era un uomo che aveva l’attitudine di assumersi
le responsabilità in vari ambiti, anche quello familiare. Al di
là della fortuna che ha avuto nel 2004 e al G8, che sono stati
momenti di visibilità, mio padre ha cercato di dare una visione
per il futuro di Genova che ancora oggi è quella che in parte la
nuova amministrazione sta cercando di portare avanti,
comprendendo la vocazione della nostra città. Era un uomo molto
equilibrato, aveva la capacità di vedere le situazioni,
comprendendo e ascoltando, e questa è la lezione più grande”. A dare l’ultimo saluto a Beppe Pericu tanti esponenti del
mondo politico e imprenditoriale genovese, come Tonino Gozzi,
patron di Duferco e segretario del Psi ai tempi della sua
candidatura a deputato, l’ex presidente della Regione Liguria
Claudio Burlando, il sindaco Marco Bucci, Ariel Dello Strologo,
il governatore Giovanni Toti. “È un sindaco rimasto nel cuore di
tutti – ha detto Bucci – per me è stato un esempio. Ricordo due
fatti principali della sua carriera. Il primo, Genova Capitale
europea della cultura nel 2004 con l’arrivo di tanti fondi e la
capacità di saperli gestire, che è una cosa analoga a quella che
stiamo vivendo noi. E poi la forza nei momenti di crisi: il
sindaco deve rappresentare la città e far vedere che è unita e
forte, lui l’ha fatto col G8, io l’ho fatto col ponte. Oggi ci
uniamo a tutta la città, io rappresento tutta la città e ho
tenuto particolarmente a far sì che sia una cerimonia anche
formale perché bisogna che la città riconosca chi l’ha servita
per tanto tempo”. (ANSA).

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