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Mariupol, i racconti dei militari di Azovstal

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Di Anelise Borges
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Tra i militari evacuati dall'acciaieria, molti sono gravemente feriti.
Tra i militari evacuati dall'acciaieria, molti sono gravemente feriti.   -   Diritti d'autore  Dmytro 'Orest' Kozatskyi/Azov Special Forces Regiment of the Ukrainian National Guard Press Office

Sono 264 i militari evacuati dall'acciaieria Azovstal di Mariupol, dopo un assedio durato settimane. Il complesso industriale di epoca sovietico è diventato un simbolo della resistenza ucraina per mantenere il controllo sulla città portuale di Mariupol, nel sud del Paese.

Migliaia di persone si erano rifugiate nell'impianto siderurgico per sfuggire ai combattimenti. Tutte le donne, i bambini e gli anziani sono stati evacuati all'inizio del mese.

Ma nell'acciaieria potrebbero trovarsi ancora dei soldati. Le famiglie dei militari rimasti a difesa dell'ultimo baluardo ucraino si sono appellate al presidente turco Erdogan e al presidente cinese Xi Jinping per fare da mediatori nell'accordo. Secondo le famiglie, i due paesi erano gli unici a poter convincere Mosca a lasciare vivi i soldati.

"Mancano medicine, acqua e cibo"

Euronews ha intervistato la compagna di uno dei militari dell'acciaieria. Daria ci ha fornito una testimonianza sulla vita del suo compagno Ilya all'interno dei tunnel del complesso industriale.

"Ilya è forte e coraggioso. Questo è il suo carattere, ma adesso è stanco", ha raccontato la giovane, descrivendo delle condizioni di vita particolarmente difficili. "Non hanno più medicine, non hanno cibo, non hanno più acqua. Non hanno acqua potabile", ha proseguito Daria. Ma oltre alle privazioni fisiche, la sopravvivenza nei tunnel sotterranei di Azovstal ha un fortissimo impatto psicologico. "I continui bombardamenti hanno avuto un forte impatto sul suo morale", racconta Daria, "ma Ilya non si lamenta mai. Non mi dice mai che non sta bene, non mi dice mai che è stanco, ma io lo capisco dai messaggi che mi invia", conclude.

Nuova fossa comune a Mariupol

Le immagini satellitari scattate da Maxar e rese pubbliche dal governo ucraino mostrano una nuova possibile fossa comune nei pressi di Mariupol. Si tratterebbe del quarto sito di sepoltura di questo genere nella regione. Nelle fotografie si vedono due larghe trincee, una delle quali è lunga oltre 30 metri. Sarebbero state scavate già a fine marzo.

A Mariupol i combattimenti sono stati particolarmente violenti. Nel finesettimana è stata organizzata l'ultima evacuazione di massa dalla città. Secondo il comune, sono almeno 500 le macchine che hanno lasciato la città. Si tratta della più grande evacuazione sin dal 24 febbraio, giorno dell'invasione russa.