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Frontex, il direttore si dimette tra le polemiche per i respingimenti

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Di Euronews
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Fabrice Leggeri, dal 2015 direttore dell'agenzia Frontex
Fabrice Leggeri, dal 2015 direttore dell'agenzia Frontex   -   Diritti d'autore  Virginia Mayo/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved

Il direttore esecutivo di Frontex, l'agenzia per la sorveglianza delle frontiere esterne dell'Unione europea, ha rassegnato le dimissioni questo venerdì. 

In carica dal 2015, da mesi Fabrice Leggeri era sotto pressione per via di un'inchiesta congiunta di Der Spiegel, Le Monde e Lightouse Reports, che accusava l'agenzia di essere stata coinvolta tra il 2020 e il 2021 in centinaia di respingimenti illegali nell'Egeo. 

A Euronews uno degli autori dell'inchiesta, Tomas Statius di Lighthouse Reports, ha spiegato come Frontex e il Governo greco abbiano finora svicolato, rimpalladosi a vicenda le responsabilità.  "Frontex dice praticamente ogni volta la stessa cosa: affermano di non dover indagare su un'azione perpetrata da un particolare stato europeo. Tutto quel che dicono di poter fare nell'Egeo è fornire aiuto nell'operazione Poseidon. D'altra parte, il governo greco sostiene che queste affermazioni non siano vere, ma non fornisce alcun dettaglio o spiegazione sul perché queste persone sono state trovate su una zattera di salvataggio in mezzo al mare"

Le dimissioni di Leggeri in effetti arrivano all'indomani di nuove rivelazioni giornalistiche, secondo le quali centinaia di respingimenti nel Mar Egeo - illegali in base alle convenzioni sulla protezione dei rifugiati - sarebbero resgistrati nel database di Frontex come operazioni di "prevenzione delle partenze".

Il portavoce della Commissione europea Eric Mamer ha dichiarato, in merito alle dimissioni, che spetta al consiglio di amministrazione di Frontex"valutare la situazione e la lettera del suo direttore".Contestualmente alla decisione di Leggeri, un portavoce del ministero dell'interno tedesco ha in effetti annunciato una riunione d'emergenza in merito alla situazione.

Secondo l'inchiesta giornalistica che ha dato il via al caso - sul quale l'anno scorso anche l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) aveva aperto un'indagine - sarebbero almeno 957 richiedenti asilo respinti tra il marzo 2020 e il settembre 2021