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Russia, così una deputata locale è stata costretta a fuggire per aver condannato la guerra

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Di Euronews
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Vladimir Putin nel suo ufficio
Vladimir Putin nel suo ufficio   -   Diritti d'autore  Mikhail Klimentyev/Sputnik

"Esfiltrata". Nina Belyaeva usa esattamente questo termine, in uso tra gli agenti dei servizi di sicurezza, per raccontare la sua fuga dalla Russia. 

Consigliera distrettuale in un comune nell'Oblas't di Voronezh, vicino al confine ucraino, durante una seduta consiliare Belyaeva si è trovata di fronte ai suoi colleghi che le chiedevano conto della condanna espressa sui social network rispetto alla guerra scatenata da Vladimir Putin.

L'espulsione

"Sono contro la decisione presa dal presidente della Federazione Russa e contro le azioni che si stanno compiendo oggi sul territorio dello stato sovrano dell'Ucraina" ha risposto loro la Consigliera. "Considero ciò che sta accadendo un crimine di guerra".

Oltre a votare la sua espulsione dalla commissione etica del Consiglio i suoi colleghi hanno fatto appello alle forze dell'ordine russe con la richiesta di controllarne le azioni.

"Esfiltrata"

A quel punto, Belyaeva si è consultata con gli avvocati, che l'hanno messa di fronte a un'incarcerazione che stava ormai diventando una probabilità, più che un rischio. 

È stato a quel punto che la consigliera è stata "esfiltrata": dopo aver chiesto asilo in un paese europeo, qualcuno l'ha aiutata a lasciare la Russia di nascosto, oltre che senza un soldo in tasca per iniziare la sua nuova vita.

Un esempio

Ma dopo la pubblicazione su internet della sua difesa in consiglio, Belyaeva ha ricevuto anche parecchi messaggi di solidarietà

 "La gente mi ha scritto non solo da Mosca o San Pietroburgo - racconta -  ma anche da villaggi remoti, dalla cosiddetta Russia profonda. Mi hanno scritto "Grazie Nina, scopro che non sono solo qui in questa zona. Mostrerò questo video ai miei parenti, amici, nel mio villaggio. Mostrerò che c'è una deputata nel nostro distretto che ha detto questo". 

La solitudine del coraggio

"Da quanto ho capito - continua la politica russa - è stato difficile per la gente iniziare a parlare quando c'è questa massiccia propaganda, quando si dice che l'86% del popolo è a favore della guerra. Io non credo a queste percentuali, perché ci sono molte persone che hanno paura di parlare, che si sentono sole. Il governo crede che tutti siano a favore della guerra, perché quelli che non lo sono restano in silenzio. E questo mio discorso li ha aiutati a cominciare almeno a parlare con i loro parenti".

Secondo Nina Belyaeva. la ragione per cui molti continuano a restare in silenzio "è che credono di non poter cambiare assolutamente nulla, che nulla dipenda da loro. Capisco perfettamente - continua - che se allo stesso Consiglio dei Deputati non fossi stata l'unica ad oppormi, ma ci fosse almeno un terzo di noi, allora non avrei dovuto andarmene".