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Mosca prepara l’assalto a Donetsk e Kherson. Dagli Stati Uniti altre armi a Kiev

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Di Debora Gandini  Agenzie:  Agenzie internazionali
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Chernihiv, Ucraina
Chernihiv, Ucraina   -   Diritti d'autore  Evgeniy Maloletka/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Carri armati uno dietro l’altro. Mentre a Mariupol si continua a combattere l’esercito russo è pronto per un nuovo assalto nelle regioni ucraine di Donetsk e Kherson. Secondo il comando delle forze armate ucraine da giorni si nota uno schieramento delle truppe di Mosca lungo il confine a est nella regione del Donbass, altra priorità del Cremlino che annuncia di aver preso il controllo del porto di Mariupol. 

Secondo il portavoce del ministero della Difesa russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, citato dalla Tass “tutti gli ostaggi a bordo di navi sono stati rilasciati” e “le restanti truppe ucraine e i combattenti di Azov in città sono circondati”. Già nei giorni scorsi i separatisti filo-russi avevano annunciato la conquista del porto della città costiera, ma Kiev aveva smentito.

Mariupol assediata e distrutta

Intanto Mariupol è completamente distrutta dopo 49 giorni di assedio da parte delle forze russe. Sono almeno 20.000 i civili uccisi nella città portuale dall'inizio dell'invasione secondo i calcoli di Kiev, dove più di 100.000 abitanti sono ancora intrappolati. Qui si aspettano ancora soccorsi e aiuti umanitari, che faticano ad arrivare perché i corridoi umanitari sono rari o mal funzionanti.

Si combatte su entrambi i fronti. Secondo l’agenzia di stampa Unian l’incrociatore missilistico della flotta russa del Mar Nero sarebbe stato colpito dai missili ucraini Neptune al largo di Odessa, notizia confermata anche dal governatore dell’oblast della città, il colonnello Maksym Marchen-ko attraverso il suo canale ufficiale Telegram. Secondo Marchenko la nave si trovava nelle acque territoriali ucraine davanti all’Isola dei Serpenti quando è stata colpita da due missili antinave spa-rati dalla regione di Odessa. A bordo ci sarebbero 510 membri dell’equipaggio.

Aiuti militari a Kiev

In previsione della nuova offensiva russa, il presidente americano Joe Biden ha approvato un pacchetto di assistenza militare da 800 milioni di dollari. Armi ma anche ulteriori elicotteri e una prima fornitura di artiglieria americana per aiutare l’Ucraina a difendersi, ha sottolineato il portavoce del Pentagono John Kirby: "Ci siamo impegnati fin dall'inizio, anche prima dell'invasione, ad aiutare Kiev che ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti e all'Europa di aumentare le spedizioni di armi mentre si prepara a una nuova offensiva.”

Una mossa che arriva nel momento in cui il Presidente russo Vladimir Putin ribadisce di voler continuare la guerra e dopo l’ennesimo appello di Volodymyr Zelensky che, ringraziando Washington ha sottolineato che senza ulteriori il conflitto si trasformerà in un bagno di sangue senza fine.

Come riferito dal Presidente dell’Ucraina nel nuovo pacchetto di supporto militare ci sono munizioni ma anche mezzi corazzati per il trasporto di personale, e altro materiale. “Per continuare a difendere eroicamente il mondo dall'aggressione russa, l'Ucraina ha bisogno di un elenco specifico di armi", ha detto Zelensky, facendo "appello ai cittadini di tutto il mondo affinché contribuiscano a trasmettere ai propri governi, alle amministrazioni presidenziali e ai leader dei propri paesi le reali necessità dell'Ucraina, che contribuiranno a fermare la guerra".

Non solo armi però. Mentre Kiev e Stati Uniti discutono anche su come inasprire le sanzioni contro Mosca, al termine di una visita nella capitale ucraina i presidenti di Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia hanno sottolineato che servono al-tre forme di aiuto. "Il futuro dell'Ucraina sarà deciso sul campo di battaglia, ha detto il presidente lituano Gitanas Nausėda.Deve vincere la verità e l’Ucraina. Oltre al supporto militare, dobbiamo fornire aiuti economici, finanziari e umanitari".

Intanto a Donetsk e Kherson la popolazione rimasta si prepara all’assalto finale. Mentre c’è chi cerca ancora disperatamente di fuggire dalla guerra e dalla distruzione.