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McDonald's in Russia punta al franchising. Restano aperti almeno 100 locali

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Di Debora Gandini
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McDonald's in Russia punta al franchising. Restano aperti almeno 100 locali
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Ufficialmente il gigante statunitense del fast food McDonald’s ha chiuso i battenti in Russia, ma gli amanti di hamburger e chips all’americana hanno ancora una possibilità di stuzzicare qualcosa. Sono numerosi infatti i punti vendita di proprietà di affiliati che sono rimasti aperti, oltre 100 in tutto il Paese. Una vera catena di franchising, quasi tutti situati nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti.

Roman Yablokov, store manager di McDonald's nella capitale russa: "Per noi non è cambiato nulla per noi. Siamo un'organizzazione in franchising; lavoriamo come prima e continueremo a farlo. Ora non posso fare ulteriori commenti o previsioni.”

Nel McDonald's situato all'interno della stazione ferroviaria Leningradsky di Mosca tutto procede come al solito. Con clienti di passaggio o ragazzini che si ritrovano per passare un po’ di tempo libero. "Amiamo molto posto, è il nostro locale preferito. Siamo venuti qui perché è aperto, dice una signora. Stiamo andando a San Pietroburgo, certo non ci sono più McDonald's aperti ovunque. Ma a nostro figlio piace. Tra le catene di fast-food è il nostro preferito.”

Il colosso made in USA ha chiuso temporaneamente 850 dei suoi punti vendita in Russia dopo le sanzioni imposte dall’Occidente. Il gigante degli hamburger ha comunque fatto sapere che detto che continuerà a pagare i suoi 62.000 dipendenti nel Paese.

Aperture e chiusure simboliche

L'abbandono di Mc Donald's dalla Russia è carico di simbolismo.

L'inaugurazione del suo primo fast-food, il 31 gennaio 1990, a Mosca, simboleggiò l'apertura dell'Unione Sovietica all'Occidente, dopo decenni di Guerra Fredda.

Più di 30.000 persone aspettarono in coda, quel giorno a Mosca, **per assaporare il vento del cambiamento, che profumava di "Big Mak" (scritto proprio con la K) e di patatine fritte.

I narratori dell'epoca raccontano che al Mc Donald's ci fossero due entrate: per chi pagava in dollari e per chi poteva pagare solo in rubli. Ora, 32 anni dopo, il retrogusto rischia di essere molto amaro, per i tanti russi ormai abituati allo stile di vita occidentale.