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Draghi: "La nostra volontà di pace si scontra con quella di Putin"

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews - Ansa
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Il discorso di Mario Draghi alla Camera dei Deputati. (23.3.2022)
Il discorso di Mario Draghi alla Camera dei Deputati. (23.3.2022)   -   Diritti d'autore  Mauro Scrobogna/LaPresse lapresse

Giovedi 24 marzo, ad un mese esatto dall'inizio della guerra in Ucraina, a Bruxelles si terrà il Consiglio europeo (in programma fino a venerdì), che si aprirà con l'incontro con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e sarà preceduto da un vertice NATO straordinario e da un vertice G7.

In queste sedi, ha dichiarato il premier italiano Mario Draghi alla Camera dei Deputati, la comunità euro-atlantica intende ribadire la sua unità e la sua determinazione nel sostegno all'Ucraina.

"In questa occasione, il Consiglio europeo ribadirà anche il sostegno al percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'Unione europea".
Mario Draghi
74 anni, Presidente del Consiglio italiano

E sugli sforzi diplomatici, Draghi dichiara che tutto dipende da Mosca.

"La nostra volontà di pace si scontra, però, con quella del presidente Putin. Che non mostra interesse ad arrivare ad una tregua che permetta ai negoziati di procedere con successo.
Lo sforzo diplomatico potrà avere successo solo quando lo vorrà, realmente, Mosca".
Mario Draghi
74 anni, Presidente del Consiglio italiano

Continua Draghi: "Non dobbiamo però commettere l'errore di avallare una contrapposizione tra Occidente e Russia e alimentare così quello che è stato più volte definito uno scontro di civiltà".

E sulla Cina: "Lo sforzo diplomatico deve però coinvolgere anche altri paesi, in particolare la Cina, che ricopre un ruolo di grande influenza nelle dinamiche geopolitiche e nelle dinamiche di sicurezza globale".

Mauro Scrobogna/LaPresse lapresse
Mario Draghi durante il suo discorso alla Camera. (23.3.2022)Mauro Scrobogna/LaPresse lapresse

Un mese di guerra

Doveva essere una guerra lampo.
La 'piccola e subalterna' Ucraina, nelle previsioni di Vladimir Putin, avrebbe ceduto in pochi giorni, atterrita dall'orso russo. E invece lo Zar è precipitato in un incubo: Davide contro Golia. Un mese di guerra, un Paese intero sotto le bombe, attacchi indiscriminati contro i civili, milioni di persone in fuga, più di 120 bambini uccisi, quasi mille i morti totali. Eppure l'Ucraina resiste, e in alcuni casi contrattacca.
Secondo Kiev sono stati uccisi finora 15.600 militari russi, distrutti centinaia di aerei, elicotteri, tank. Un massacro che nessuno, né in Occidente né a Mosca, aveva previsto. La partita è ancora aperta. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di vendere cara la pelle. E lo dimostra ogni giorno. Eccone la cronaca.

  • 24 febbraio - Alle 4 del mattino le truppe russe invadono l'Ucraina. In contemporanea Putin annuncia che smilitarizzerà il Paese con una "operazione militare speciale".

  • 25 febbraio - "Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui", annuncia Zelensky.

  • 26 febbraio - Pioggia di missili su Kiev, mentre inizia l'esodo degli ucraini verso i Paesi vicini. Zelensky: "Oltre 100.000 invasori sulla nostra terra". I Paesi europei annunciano l'invio di aiuti militari e l'Occidente potenzia le sanzioni.

  • 27 febbraio - Putin evoca per la prima volta lo spettro nucleare. La battaglia infuria a Kharkiv. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen annuncia che per la prima volta l'Unione finanzierà la consegna di armi e apre all'Ucraina nell'Unione europea.

  • 28 febbraio - A Gomel, in Bielorussia, partono i negoziati tra le delegazioni di Mosca e Kiev.

  • 1 marzo - Le truppe russe assediano Kherson e bombardano la torre della tv a Kiev. Missili su Kharkiv. Zelensky in video all'Europarlamento: "Siate con noi, Putin uccide i bambini".

  • 2 marzo - I civili uccisi sono centinaia. Gli sfollati centinaia di migliaia. Kherson è la prima grande città ucraina a cadere sotto il controllo russo.

  • 4 marzo - Le forze russe prendono il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa. E' la notte della grande paura, quando l'area della centrale viene colpita da missili e si sviluppa un incendio.

  • 5 marzo - Mariupol sotto assedio. Falliscono i corridoi umanitari. I media internazionali abbandonano la Russia.

  • 6 marzo - I rifugiati in Polonia sfiorano il milione. Impossibili le evacuazioni da Mariupol.

  • 7 marzo - Mykolaiv sotto le bombe. La Russia approva una lista di 'Paesi ostili', tra i quali l'Italia.

  • 8 marzo - McDonald's chiude 850 punti vendita in Russia. Coca-Cola ferma le attività. Gli Usa, stop all'import di petrolio e gas russi.

  • 9 marzo - Orrore nel mondo per il bombardamento dell'ospedale pediatrico di Mariupol.

  • 10 marzo - Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e l'omologo ucraino Dmytro Kuleba si incontrano in Turchia, senza alcun esito.

  • 12 marzo - Bombardamenti a Kiev e Mykolaiv. Rapito il sindaco di Melitopol. Mariupol circondata.

  • 13 marzo - Un milione di persone senza gas e riscaldamento in Ucraina. Esplosioni a Leopoli.

  • 14 marzo - Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan incontra a Roma il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi.

  • 16 marzo - Bombardato un teatro di Mariupol convertito in rifugio. Oltre mille persone all'interno.

  • 17 marzo - Il Pentagono: "La Russia ha lanciato più di 1.000 missili sull'Ucraina".

  • 19 marzo - 190 mila civili evacuati attraverso i corridoi umanitari dall'inizio dell'invasione.

  • 20 marzo - Bombe su Mariupol anche dal mare. Colpita una scuola con almeno 400 sfollati. Kiev accusa: "Donne stuprate e uccise".

  • 21 marzo - Bombe su un centro commerciale a Kiev, missili su Odessa. Tremila morti a Mariupol, cadaveri insepolti nelle strade.

  • 22 marzo - Zelensky in video al Parlamento italiano chiede nuovi aiuti. Kiev tenta la controffensiva e riprende il controllo di Makariv, a 60 km da Kiev.

  • 23 marzo - Bombardato un ponte a Chernihiv, cruciale per portare aiuti umanitari ed evacuare i civili. I rifugiati sono oltre 3.500.000. I bimbi morti sono 121, secondo Zelensky. Le vittime civili quasi mille, secondo l'Onu.
    (ANSA).