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Ucraina: medici di famiglia di Napoli attivano ambulatori

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Di ANSA
Per visitare anche non chi ha codice Stp, il primo a Nola
Per visitare anche non chi ha codice Stp, il primo a Nola

(ANSA) – NAPOLI, 15 MAR – I medici di famiglia della Fimmg
scendono in campo per aiutare quanti sono in fuga dalla guerra
dando vita ad ambulatori sul territorio nei quali visitare anche
chi non ha ancora un codice STP, ovvero di Straniero
temporaneamente presente. La prima struttura è già stata aperta
ai cittadini ucraini a Nola (in via San Paolo Belsito 85), ed è
quella che da ormai 27 anni è dedicata agli “invisibili”. A
dirigere l’ambulatorio, si legge in una nota, il dottor Enrico
Fedele, che per primo ha immaginato una struttura di medicina
generale che lavorasse in team. L’ambulatorio è aperto lunedì, martedì e venerdì dalle 8.80
alle 12.30. Mentre il giovedì mattina dalle 10.00 alle 12.00 e
il pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00. “La scorsa settimana – spiega Fedele – abbiamo accolto i
primi pazienti in arrivo dall’Ucraina. Nei loro occhi si legge
la sofferenza di quello che sta accadendo e la paura per un
futuro annientato dalle bombe. Il nostro compito è quello di
prestare loro le cure che servono, senza se e senza ma”. I primi
arrivati sono componenti di una famiglia che per scappare dalla
guerra ha dovuto sobbarcarsi più di 20 ore di viaggio. “In
questo momento così difficile – spiegano i medici Luigi Sparano
e Corrado Calamaro (Fimmg) – offrire solidarietà agli ultimi e
alle persone emarginate, molte delle quali non in grado di poter
ricevere cure adeguate, è essenziale. Tutti noi medici di
famiglia della Fimmg sentiamo l’obbligo morale di offrire
assistenza ai rifugiati e ai profughi di questa guerra”. La Fimmg mette, dunque, a disposizione la propria rete
capillare e diffusa di medici di famiglia e continuità
assistenziale, potenziata anche dalla disponibilità dei medici
che hanno lasciato l’attività professionale per raggiunti limiti
di età. Altri centri aperti alle visite per chi è in fuga dalla
guerra nasceranno nei prossimi giorni in strutture già attive
sul territorio di Napoli e provincia, negli studi medici e nelle
aggregazioni funzionali territoriali. (ANSA).

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