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Autobomba esplode a Donetsk, tensione in aumento nel Donbass

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Di euronews
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Autobomba esplode a Donetsk, tensione in aumento nel Donbass
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Un'auto imbottita di esplosivo è stata fatta scoppiare a Donetsk, nell'est dell'Ucraina, nei pressi del palazzo che ospita l'autoproclamato governo dei separatisti filo-russi. Nel corso della giornata la tensione era rapidamente aumentata in tutta la regione, dove si sono registrati bombardamenti di varia natura, per i quali le parti si accusano reciprocamente.

In questo clima i separatisti hanno ordinato l'evacuazione verso la Russia dei civili di Donetsk. Denis Pushilin, capo dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, parla di una intesa con la Federazione russa e di centri di accoglienza per i profughi già predisposti nella zona di Rostov.

L'evacuazione dei civili è una cinica manovra di Mosca
Dichiarazione del Dipartimento di Stato USA

Mentre i rischi per una deriva che porti allo scontro bellico non diminuiscono, il presidente russo Putin e il suo omologo bielorusso Lukashenko parteciperanno alle manovre congliunte delle forze armate dei due paesi."Quello che Kiev dovrebbe fare è sedersi al tavolo dei negoziati con i rappresentanti del Donbas e concordare misure politiche, militari, economiche e umanitarie per porre fine al conflitto. Prima accade, meglio è. Purtroppo, in questo momento, stiamo assistendo al contrario, un aggravamento della situazione nel Donbass".

Preoccupato si è detto anche il presidente francese Emmanuel Macron: "La situazione nel Donbass nelle ultime ore è diventata molto preoccupante. Ci sarebbero già delle vittime; il mio pensiero va alle persone e alle famiglie che sono state prese di mira. Per essere molto chiari: si stanno moltiplicando gli atti di violenza. Questo deve finire".

Mentre Usa e Nato parlano di "pretesti" che Mosca starebbe cercando per scatenare una invasione, la Russia accusa Kiev di stare usando nelle regioni ribelli delle armi proibite dagli accordi di Minsk. Per la settimana prossima è in agenda un nuovo incontro tra i ministri degli Esteri di Russia e Stati Uniti, Blinken e Lavrov, ma lo stesso faccia a faccia potrebbe venire cancellato "se Mosca inizierà l'invasione".