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Thierry Breton: "I nuovi satelliti porteranno la banda larga in tutta Europa"

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Di Gregoire Lory
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Thierry Breton: "I nuovi satelliti porteranno la banda larga in tutta Europa"
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Rendere l'Unione europea più forte e più competitiva: è la direzione stabilita dai leader politici. Una direzione che deve includere il rafforzamento della sovranità industriale, economica, digitale e spaziale. Abbiamo parlato di questi temi con Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno. Lo abbiamo incontrato in occasione della Conferenza europea sullo spazio.

Cosa rappresenta questo settore per l'Europa in termini di mercato, sviluppo tecnologico e difesa?
Vorrei ricordare che l'Europa è una grande potenza spaziale. Abbiamo alcuni dei migliori operatori al mondo, sia nel campo dei lanciatori che in quello dei satelliti, ma anche molte start-up. È un settore sempre più conteso, un settore strategico. È un'area che va protetta e difesa, anche per noi europei. Lo abbiamo visto recentemente, del resto, con quello che è successo durante il lancio di un satellite che ha lasciato detriti ovunque e che potrebbe mettere in pericolo le nostre costellazioni satellitari. Penso in particolare a quelle che sono così utili per la nostra vita quotidiana come Galileo e Copernico. Galileo ci permette di avere il posizionamento satellitare. Abbiamo i satelliti più efficienti del mondo, ma non lo sappiamo. Usiamo spesso la parola Gps, ma dovremmo dire Galileo: fornisce tutti i nostri sistemi di posizionamento satellitare in Europa e non solo, ed è il più preciso al mondo. Continueremo a mantenere questo vantaggio. È molto importante per i veicoli connessi, è molto importante per i veicoli autonomi, è molto importante per tutte le attività, comprese quelle dei nostri smartphone nella vita quotidiana. Copernicus ci permette di vedere dallo spazio tutto quello che succede. Non solo attraverso le immagini ma con tanti altri mezzi: radar, rilevamento delle emissioni di Co2, ecc... Insomma, ci sono molte cose che possiamo vedere dallo spazio. Quindi abbiamo davvero due costellazioni di satelliti sovrani, che servono a proteggere il nostro spazio. Ma dobbiamo andare oltre, perché nello spazio stanno succedendo molte cose. È un'area che dobbiamo difendere. È un'area di sovranità, un'area di autonomia. E così anche gli aspetti militari, legati alla difesa, sono importanti per noi. È un settore con implicazioni per l'attività industriale, la scienza, la nostra attività nel mondo digitale e la difesa, la difesa di ciò che è importante per noi.

Qual è la strategia spaziale che la Commissione dovrebbe presentare il mese prossimo?

Prima di tutto, dobbiamo avere accesso allo spazio. Abbiamo accesso allo spazio, siamo autonomi, abbiamo aziende molto grandi, ovviamente abbiamo lanciatori come Ariane e Vega. E quindi dobbiamo continuare. Ovviamente, continueremo a sostenere questi progetti. Dobbiamo anche andare verso la riutilizzabilità. Dobbiamo muoverci verso i grandi lanciatori. Quindi continueremo a sostenere anche questi progetti. È molto importante. Abbiamo un vero know-how. E poi ci sono anche i lanciatori più piccoli, i micro-lanciatori. Avremo costellazioni di piccoli satelliti. Stanno emergendo nuove esigenze. L'accesso allo spazio, l'autonomia di accesso allo spazio è assolutamente essenziale per noi. Poi, ovviamente, la strategia è quella di continuare a svilupparci. È quello che dicevo a proposito del posizionamento satellitare con Galileo. Abbiamo una nuova generazione di satelliti che offrirà servizi ancora più precisi: abbiamo visto che anche un margine di approssimazione di 10 centimetri può causare grossi problemi ad un veicolo connesso, quindi abbiamo davvero bisogno di una precisione quasi millimetrica. È quello che faremo, ovviamente, con le nuove generazioni di Galileo. Ho menzionato Copernicus prima, ovviamente continueremo a svilupparlo. E poi ci sono le nuove esigenze di cui parlavo. Stiamo lavorando su una costellazione, la connettività satellitare, che grazie alla nuova generazione di satelliti in orbita bassa garantirà la connettività a banda larga in tutta Europa. Questo è molto importante perché ci sono ancora delle aree bianche, ma anche per rafforzare le reti: durante il lockdown in molte zone del continente siamo arrivati al limite, proprio perché tutti erano confinati nelle loro case e hanno usato Internet, spesso più del necessario, ma le reti non erano progettate per questo. Abbiamo sfiorato il disastro. Dobbiamo rinforzare la sicurezza delle nostre infrastrutture a banda larga, anche spaziali, soprattutto in termini di sicurezza informatica, anche se non ci fossero mai degli attacchi. Ma sappiamo anche che dobbiamo iniziare a pensare alla sicurezza. La sicurezza è molto importante, la sicurezza delle reti di comunicazione e della rete Internet: le tecnologie quantistiche sono una nuova generazione di tecnologie crittografiche che ci permetteranno di avere un livello massimo di sicurezza. Saranno utilizzate dalla nuova costellazione di satelliti in orbita bassa. L'ultimo aspetto di questa costellazione è che, essendo una costellazione Nord-Sud, potremo anche irrorare, come diciamo nel nostro gergo, non solo il continente europeo, ma anche il continente africano. Quindi offriremo anche ai nostri amici africani una connettività a basso costo in tutto il continente. Poi c'è un terzo aspetto, che riguarda le start-up. Vogliamo davvero innovare e sostenere questo ecosistema. La quarta dimensione è la dimensione militare, che ho menzionato prima. È sempre più importante ed è un problema di sovranità. Dobbiamo essere sicuri di proteggere quello che facciamo nello spazio. Non dobbiamo essere ingenui, dobbiamo controllare quello che succede nello spazio, compresa la gestione dei detriti, quella che chiamiamo gestione del traffico spaziale. Queste sono le quattro dimensioni che saranno molto importanti e di cui ovviamente parleremo ancora di più a Tolosa il mese prossimo.

Passiamo alle piattaforme digitali. Avete presentato delle proposte poco più di un anno fa. Anche il Parlamento europeo ha preso posizione. Siete fiduciosi sull'attuazione a breve di questi testi?
Sì, prima di tutto è un grande momento perché abbiamo proposto questi testi un anno fa. C'è voluto solo un anno perché il Consiglio li votasse: è un periodo molto breve nel quadro delle istituzioni europee e del dialogo democratico tra i colegislatori. I due testi sono il Digital Markets Act, che regolerà l'aspetto economico delle piattaforme, e il Digital Services Act, che regolerà la nostra vita sociale su queste piattaforme. In altre parole, dobbiamo fare in modo che tutto ciò che è vietato nella vita fisica sia vietato anche negli spazi digitali, nello spazio dell'informazione. Questo significa molte cose: significa rivendicare questo spazio informativo, lo spazio di Internet, assicurando che venga applicata la legge e che le piattaforme vengano controllate, pur preservando ovviamente la libertà di espressione. Questo dimostra davvero che i colegislatori, che gli Stati membri da un lato e il Parlamento dall'altro, hanno sostenuto questa proposta della Commissione, dal momento che i testi sono stati votati un anno dopo la proposta della Commissione, quindi poco tempo dopo la proposta che io e i miei team avevamo formulato. Si tratta quindi di un'ottima proposta. Sono fiducioso che sotto la presidenza francese riusciremo a trovare un compromesso che ci permetterà di fare entrare in vigore questi regolamenti il più rapidamente possibile. È in gioco la vita di tutti noi in questo spazio di informazione, è in gioco la nostra sicurezza, la sicurezza dei nostri figli. Quindi c'è un'urgenza. Ma l'Europa si è fornita dei mezzi per rispondere a questa emergenza. Siamo il primo continente a farlo.