Mentre i presidenti di Lituania e Polonia incontrano questa settimana all'Assemblea generale Onu il Ceo della controversa Palantir Technologies, il responsabile della difesa Ue appoggia l'azienda e definisce "cruciali" gli sviluppi dell'Ai per i contesti di guerra
Il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha definito Palantir Technologies "un'ottima azienda" in una lunga intervista concessa a Euronews, durante la trasmissione Europe Today, dedicata a spazio e difesa**.**
"Gli sviluppi dell'intelligenza artificiale per l'intelligence, per la gestione dei dati, sono cruciali per le dottrine di guerra moderne", ha dichiarato a margine del secondo vertice EU Access to Space, svoltosi mercoledì a Bruxelles.
Palantir Technologies è stata duramente criticata da varie organizzazioni per i diritti umani e da governi europei per il suo impiego in operazioni militari, nella sorveglianza di massa e nell'applicazione delle norme sull'immigrazione, tra le altre questioni.
Nonostante ciò, i presidenti di Polonia e Lituania — Karol Nawrocki e Gitanas Nausėda — hanno incontrato l'amministratore delegato dell'azienda, Alex Karp, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite questa settimana a New York.
Secondo resoconti dei media e comunicati ufficiali di entrambi i leader, l'incontro punta a una più stretta integrazione con l'azienda, in particolare per la difesa e le operazioni con la Nato.
Interpellato da Euronews sull'opportunità di questa partnership in crescita per il fianco orientale dell'Europa, Kubilius ha detto di non sapere che cosa sia stato discusso o concordato tra i leader e Karp.
Ha aggiunto però che l'Ai sta diventando "la nuova normalità" nello sviluppo delle dottrine di difesa ed è considerata "cruciale", insistendo sul fatto che l'Europa dovrebbe sviluppare capacità proprie.
Accordo Danimarca-Groenlandia-Usa, "risolte" le tensioni
Dopo dieci mesi di negoziati, i governi di Copenaghen, Washington e Nuuk hanno firmato martedì un accordo a New York che chiude il contenzioso sulla Groenlandia.
Il presidente statunitense Donald Trump sostiene che l'accordo gli garantisce un "controllo permanente" sull'isola artica e prevede che gli Stati Uniti riaprano altre due basi militari.
Kubilius ha spiegato che il governo danese sta esaltando il successo dell'intesa, soprattutto perché "elimina un certo tipo di formulazione" usata dalle autorità americane che gli europei consideravano "del tutto inaccettabile".
"La formulazione era, come ricordiamo molto bene, che la Groenlandia dovrebbe appartenere agli Stati Uniti, e così via, per motivi di sicurezza. Ora questi problemi sono stati risolti", ha detto.
Trump in passato aveva dichiarato di "avere bisogno della Groenlandia" e che "avrebbe fatto qualcosa laggiù, che loro lo vogliano o no", senza escludere la possibilità di prendere il Paese con la forza.
Per Kubilius è necessario rimodulare l'influenza degli Stati membri sulla politica delle sanzioni
A un giorno dalla notizia che la Francia è riuscita a ottenere la rimozione di un oligarca dall'ultimo pacchetto di sanzioni dell'Ue contro la Russia, Kubilius ha affermato che ora serve ripensare il modo in cui le misure vengono approvate.
La Lettonia — insieme ad altri Paesi baltici come la Lituania — si è opposta con forza alla cancellazione di due individui dal pacchetto di sanzioni contro Mosca per la sua invasione su vasta scala dell'Ucraina.
L'episodio ha messo in luce profonde divisioni sul modo in cui vengono decisi i pacchetti di sanzioni, mentre il primo ministro lettone Andris Kulbergs è preoccupato per il precedente che si sta creando.
Kubilius ha affermato che l'episodio dimostra come gli Stati membri dovrebbero avere meno peso nel voto finale. "La politica delle sanzioni in Europa deve essere rafforzata e resa più efficace", ha dichiarato.
"Ci dovrebbe essere meno influenza dei singoli Stati membri sulle liste delle sanzioni, come avviene oggi, ed è per questo che sostengo con convinzione ciò che propone il governo tedesco".
Kubilius si riferisce all'iniziativa guidata da Berlino per accelerare il ritmo e l'efficienza del processo decisionale nella politica estera e di sicurezza comune del blocco, in particolare per quanto riguarda le sanzioni.
La proposta punta a modificare il sistema di approvazione delle sanzioni, passando dall'unanimità alla maggioranza qualificata.