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La barriera corallina di Tahiti, quasi intatta

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Di euronews
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Barriera corallina aTahiti
Barriera corallina aTahiti   -   Diritti d'autore  AP Photo

Diversi chilometri di corallo, sostanzialmente incontaminato al largo di Tahiti, rappresentano la rarità che ha scatenato l'interesse della scienza. Un ambiente meraviglioso in cui i segni della malattia e dell'erosione dei contaminanti sono minimi quindi il riscaldamento globale, che affligge molte formazioni coralline, qui non ha colpito troppo duramente.

Un banco ben più profondo degli altri

Secondo gli oceanografi questo banco corallino, che è più profondo di molti altri,  appare ancora protetto dalla lievitazione delle temperature che hanno falcidiato il 14% delle barriere. Ma non è del tutto fuori pericolo. L'oceano rappresenta il 72% della superficie terrestre, ma conserva ancora oggi più segreti di alcuni pianeti del sistema solare. "Abbiamo solo circa il 20% del fondale oceanico che è stato mappato in alta risoluzione. Ed è sorprendente quando pensi di avere un'immagine migliore della luna o di Marte. Allora ti rendi conto che queste informazioni sono davvero la base per lagestione degli oceani, per la conservazione, per la comprensione degli impatti degli tsunami sulla costa...": spiega Julian Barbiere, esperto dell'Unesco impegnato nella salvaguardia del patrimonio naturale del pianeta.

Una "scialuppa di salvataggio"

Le formazioni al largo di Tahiti restano comunque soggette ad alcune delle minacce che gravano pesantemente sugli oceani tuttavia il fatto di trovarsi ad una maggiore profondità rappresenta uno scudo.  Probabilmente qui si trovano specie di coralli e di pesci diverse rispetto alle barriere coralline poco profonde. Per la scienza formazioni così rappresentano una "scialuppa di salvataggio" per i coralli. Secondo un rapporto pubblicato nel 2020, il 14% dei coralli è stato ucciso dalla pesca eccessiva e dall'inquinamento in appena 10 anni. L'acqua calda dovuta al cambiamento climatico fa sbiancare i coralli più delicati.

La natura dei coralli

Le barriere coralline sono formazioni rocciose sottomarine costituite dalla sedimentazione degli scheletri calcarei dei coralli cioè gli organismi costruttori delle barriere tropicali, che, producendo carbonato di calcio sotto forma di calcite, formano il tipico scheletro calcareo. I polipi, piccoli animali incolori dal corpo simile a una sacca, sono dotati di un’apertura analoga a una bocca e una corona di tentacoli urticanti, sono trasparenti ma assumono colorazioni meravigliose grazie a minuscole creature che vivono al loro interno cioè microscopiche alghe. Questa simbiosi rappresenta un sistema perfetto che fa vivere i fondali tropicali e assicura la vita a diversi livelli.