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Austria: in vigore la legge sul suicidio assistito

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Di Eloisa Covelli  & Johannes Pleschberger
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Austria: in vigore la legge sul suicidio assistito
Diritti d'autore  CHRISTOF STACHE/AFP

È entrata in vigore in Austria la legge sul suicidio assistito. Il farmaco letale si trova in farmacia, ma non per questo è facile ottenerlo.

I prerequisiti per accedere al suicidio assistito sono la maggiore età ed essere malati terminali o avere una malattia cronica debilitante. Due diversi dottori - di cui un esperto di cure palliative - devono confermare la diagnosi e la capacità di intendere e volere del soggetto. Sono espressamente esclusi i minorenni e chi ha patologie mentali.

Dopo l'approvazione dei due medici il malato deve aspettare 12 settimane prima di procedere con il suicidio assistito per riflettere sulla sua decisione. Nel caso di malattia terminale l'intervallo di tempo scende a due settimane. Dopo questo periodo il malato può prendere la droga legale in farmacia, dopo aver presentato la notifica a un avvocato o a un notaio. Per evitare abusi, le farmacie che dispongono del farmaco restano segrete e vengono svelate solo dall'avvocato o dal notaio che riceve la notifica.

Finora in Austria chi aiutava qualcuno a suicidarsi rischiava fino a cinque anni di prigione, ma è tuttora punito chi uccide un'altra persona malata terminale dietro sua richiesta. L'eutanasia - definita dalla Federazione Cure Palliative come “l’uccisione di un soggetto consenziente in grado di esprimere la volontà di morire” - resta quindi vietata.

Quasi tutti i partiti hanno votato a favore di questa legge, tranne il partito di opposizione FPÖ, per il quale non è chiaro cosa accadrebbe se il preparato letale non fosse poi assunto o fosse usato solo in parte.

Le critiche maggiori arrivano dalla Chiesa cattolica, predominante in Austria. Il presidente della Conferenza episcopale ha definito questa legge come l'evento peggiore dell'ultimo anno. La Chiesa aveva già annunciato che avrebbe vietato la nuova pratica nei propri ospedali.

Questa legge è stata approvata a dicembre dopo la decisione della Corte costituzionale che aveva definito illegittimo il precendente divieto di suicidio assistito.

Il governo si è consultato con gli esperti su come prevenire gli abusi ed evitare di incoraggiare il desiderio di interrompere precocemente la propria vita. Per esempio, ora più soldi verranno destinati per le lunghe degenze e le cure palliative, cosicché la decisione di togliersi la vita non venga influenzata da circostanze personali (ad esempio solitudine, mancanza di una famiglia a supporto) o econonomiche (ad esempio mancanza di soldi per le cure palliative o per l'assistenza).

Il suicidio assistito è legale in Svizzera ed è stato depenalizzato in molti Paesi europei, come la Spagna, il Belgio e l'Olanda.

La situazione in Italia

L'eutanasia resta illegale in Italia, ma il suicidio assistito e la sospensione delle cure sono possibili grazie a delle sentenze che hanno spianato la strada a queste pratiche, in assenza di una norma in materia. L'Associazione Luca Coscioni assieme ai Radicali italiani hanno raccolto le firme per il referendum sull'eutanasia legale, che si dovrebbe tenere prossimamente in Italia.